Scoperta in Marocco una "sartoria" di 120.000 anni fa: è tra le più antiche mai trovate - Curioctopus.it
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Scoperta in Marocco una "sartoria" di 120.000 anni fa: è tra le più antiche mai trovate

20 Settembre 2021 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Avete mai pensato a quando, nella storia dell'umanità, hanno avuto inizio determinate usanze e abitudini? Alcune di esse, come ad esempio vestirsi e coprirsi il corpo, sono ormai talmente scontate e radicate che la loro origine si perde nella storia più remota.

Eppure, ogni tanto arrivano scoperte che, con la loro importanza, ci regalano informazioni più precise e preziose sui costumi dell'antichità, e non possono che riempirci di fascino vista la loro portata. Quella di cui stiamo per parlarvi riguarda proprio il vestiario degli uomini e delle donne preistorici. In una grotta dell'Africa, i ricercatori si sono trovati davanti a una testimonianza a dir poco incredibile: un ambiente che potremmo definire un'antichissima "sartoria", tra le più antiche mai conosciute finora.

Siamo in Marocco, e precisamente nella grotta di Contrebandiers, non lontana dalla città di Temara. È proprio qui che gli archeologi si sono imbattuti in quelle che ritengono essere le più antiche prove dell'esistenza di abbigliamento in età preistorica.

Stiamo parlando di un sito risalente a ben 120.000 anni fa. Vista l'epoca così remota, gli scienziati non si aspettavano certo di scoprire lì veri e propri resti di vestiti e capi per coprirsi. Quel posto, però, serviva proprio a fabbricarli. Non è dunque così scorretto definirla "sartoria", tanto è vero che, all'interno della cavità, sono stati trovati decine e decine di strumenti ossei che gli uomini dell'epoca utilizzavano per lavorare pelli e pellicce in modo da avere a disposizione i capi più adatti per difendersi da freddo e intemperie.

La scoperta è stata descritta dettagliatamente sulla rivista iScience, e si deve al lavoro degli esperti del Max Planck Institute for Science of Human History, importante realtà accademica che si trova in Germania. È incredibilmente affascinante anche solo pensare che, in quel sito, l'homo sapiens abbia realizzato e indossato abiti, grazie agli strumenti rinvenuti tra quelle pareti. Si trattava, stando a quanto hanno riferito gli archeologi, di utensili di pregio, accuratamente levigati e pensati per svolgere il loro compito nella maniera più efficiente possibile.

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Ovviamente, i capi prodotti all'interno di questa antichissima "sartoria" provenivano da animali come volpi, sciacalli, gatti selvatici o bovidi: i segni all'interno della caverna, in questo senso, parlano chiaro. Curiosamente, sempre in base a quanto hanno affermato i ricercatori, in questi luoghi dell'Africa i vestiti preistorici potrebbero essere stati utilizzati anche se, all'epoca, il clima non era particolarmente freddo. Dunque, con buone probabilità, i nostri antenati si stavano adattando a indossare in modo costante e diffuso degli abiti per coprirsi.

Una testimonianza davvero affascinante, vero?

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