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"Hanno vietato a mia figlia di salire sullo scivolo d'acqua perché in sovrappeso": la ragazzina è stata umiliata

18 Luglio 2022 • di Cristina Conversano
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Essere adolescenti non è semplice. Si tratta di un viaggio breve, ma intenso, pieno di emozioni, contraddizioni, e delle volte sofferenza. I coetanei sono spesso crudi, e trattano male coloro che vengono visti come più deboli e fragili. Capita, però, che a dimostrarsi insensibili siano anche gli adulti. 

Quando si tratta di forma fisica e chili in più la situazione si fa molto più delicata. Andrew Batton è un padre statunitense che sta accusando un parco acquatico locale per aver discriminato sua figlia a causa del suo peso. Vediamo nel dettaglio come sono andate le cose. 

via: KMOV

Andrew Batton è un padre dell'Illinois, Stati Uniti, che ha raccontato una storia davvero incredibile. L'uomo racconta che la figlia di 13 anni è stata umiliata pubblicamente a causa di cinque chili di troppo. La ragazzina, si trovava con papà a un noto parco acquatico ed è stata costretta dal personale di una giostra a salire su una bilancia, per dimostrare che il suo peso fosse adeguato e potesse provare lo scivolo multicamera. 

La timida ragazza si è trovata obbligata a salire su una bilancia davanti a tutti. "Il dipendente del parco ha fissato me, poi mia figlia, e le ha detto che doveva pesarsi": ha raccontato il padre.

Il padre ha spiegato che l'attrazione, il Mississipi Monster aveva da poco imposto il limite massimo di 90 kg, che sua figlia superava di appena cinque chili.

L'uomo ha contestato la totale assenza di segnaletica che indicasse l'obbligo di rientrare in un certo peso, ma il ragazzo del personale ha insistito dicendo che si trattava di sicurezza, "alcune persone si sono fatte male, quindi stiamo limitando gli ingressi": ha detto. 

"La delusione che ha provato è stata sicuramente oscurata dall'umiliazione pubblica di essere stata invitata a salire su una bilancia": ha spiegato. 

 L'uomo racconta di aver visto la figlia con le lacrime agli occhi e di sentirsi responsabile, tanto quanto i dipendenti e la dirigenza del parco acquatico. 

"Adesso devo riparare al danno emotivo che vivrà mia figlia". E tu cosa ne pensi della vicenda? Credi che la ragazzina abbia vissuto un'ingiustizia o pensi sia stato un comportamento giusto?

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