L'olio extravergine di oliva protegge la memoria dal declino: lo dice uno studio

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di Francesca Argentati

27 Gennaio 2022

L'olio extravergine di oliva protegge la memoria dal declino: lo dice uno studio
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Tra le principali forme di demenza che colpiscono la memoria c’è sicuramente la malattia di Alzheimer, i cui sintomi riguardano una certa difficoltà nel linguaggio, cambiamenti nella personalità e il declino della memoria.

Prendersi cura del proprio organismo, compreso quindi il cervello, aiuta a prevenire la comparsa di patologie simili, trovando una grande alleata nella dieta quotidiana.

Uno studio ha dimostrato che un alimento in particolare aiuta a conservare la salute della nostra memoria: l’olio extravergine di oliva.

via Neuroscience News

Pixabay

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Gli scienziati della Temple University di Philadelphia hanno sperimentato le sue capacità antiossidanti, in grado di proteggere le cellule dall’invecchiamento, dalle malattie cardiovascolari e dal morbo di Alzheimer.

Secondo i ricercatori, inoltre, l'olio extravergine di oliva sarebbe particolarmente indicato a proteggere la memoria da un determinato tipo di malattia neurodegenerativa: la taupatia, o demenza frontotemporale, che si manifesta a seguito dell'accumulo di una forma alterata della proteina tau nel cervello, compromettendo le attività cognitive.  

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La squadra del dottor Domenico Praticò, tramite uno studio precedente effettuato su un gruppo di giovani topi predisposti al morbo di Alzheimer, aveva già evidenziato che l'olio extravergine di oliva, somministrato tramite l'alimentazione, limitava l'insorgere di problemi di memoria nei piccoli roditori e ne salvaguardava le capacità di apprendimento in età avanzata.

Lo studio più recente del team ha dimostrato che la stessa cosa avviene nei topi programmati per manifestare la taupatia: in questo caso dei topi di sei mesi - pari ai 30 o 40 anni di un essere umano - sono stati divisi in due gruppi, prima che potessero insorgere i primi sintomi della patologia. Il primo gruppo è stato nutrito con una dieta a base di olio evo per altri sei mesi, dopo i quali i topi avevano raggiunto un'età equivalente ai 60 anni umani. L’esperimento ha dimostrato che i roditori che avevano assunto olio extravergine di oliva registravano una diminuzione dei depositi di tau dannosi del 60% rispetto al gruppo che aveva ricevuto una dieta priva di olio. 

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La ricerca non finisce qui: il dottor Praticò e il suo team hanno in programma uno studio sui topi di 12 mesi, per verificare gli effetti dell’olio evo dopo la comparsa dei primi sintomi.

"Di solito quando un paziente vede un medico per sospetti sintomi di demenza, la malattia è già presente. Vogliamo sapere se l'olio d'oliva aggiunto in un momento successivo nella dieta possa fermare o invertire la malattia" ha dichiarato lo scienziato.

In attesa dei prossimi brillanti risultati, non possiamo che augurare buon lavoro al team di ricerca e condire i nostri piatti con dell’ottimo olio extravergine di oliva.

 

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