I cani potrebbero "annusare" e identificare i pazienti affetti da Covid-19: al via il progetto sperimentale - Curioctopus.it
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I cani potrebbero "annusare" e identificare i pazienti affetti da Covid-19: al via il progetto sperimentale

22 Aprile 2020 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Da quando l'emergenza Coronavirus ha avuto inizio, in tutto il mondo la scienza si interroga su come intervenire nei contesti più disparati: dalla prevenzione alle cure, passando ovviamente per una vaccinazione. Rilevare tempestivamente i contagi nelle persone, analizzando eventuali caratteristiche peculiari di chi ha contratto il virus, è uno dei passaggi-chiave per combattere la patologia.

I test, purtroppo, non sono sempre disponibili nell'immediato ed è capitato che ci si rendesse conto di un focolaio di contagi quando ormai a essere malati erano già troppi individui. Per ovviare a questo problema, un progetto sperimentale sta cercando di capire se i cani possono essere in grado di rilevare in modo affidabile un paziente affetto da Covid-19, distinguendolo da uno non malato.

Può sembrare bizzarro ma in realtà, con il loro olfatto super-sviluppato, i nostri amici a quattro zampe sono in grado di percepire cose che, a noi umani, rimarrebbero oscure. Gli scienziati della London School of Hygiene and Tropical Medicine, dell'Università di Durham e l'organizzazione Medical Detection Dogs si sono chiesti se ciò non fosse valido anche per il Coronavirus

Il progetto sperimentale intrapreso, di cui l'istituto inglese ha dato notizia a fine marzo 2020, prevede proprio che i cani siano sottoposti a test olfattivi su mascherine indossate da pazienti con Covid-19, per scoprire se queste persone abbiano o meno un odore che, al naso degli animali, le contraddistingue.

«Sappiamo che alcune malattie respiratorie sono in grado di mutare il nostro odore del corpo quando presenti, anche se è presto per stabilire se lo faccia anche il Coronavirus. Potrebbe esserci una possibilità e, in questo caso, scopriremo se i cani sono in grado di rilevarlo», ha detto James Logan, capo del Dipartimento di controllo delle malattie della struttura medica britannica.

Un eventuale tentativo andato a buon fine, dunque, potrebbe portare grandi benefici nella lotta a questo terribile nemico che il mondo è chiamato ad affrontare. I cani, infatti, potrebbero essere potenzialmente in grado di annusare centinaia di mascherine in tempi molto rapidi, favorendo un'altrettanto rapida identificazione e il successivo isolamento.

La sperimentazione sarà piuttosto lunga e gli stessi scienziati che la stanno portando avanti non si sono detti sicuri di eventuali riscontri positivi: nonostante questo, si tratta di sicuro di una buona prospettiva con cui, se confermata, i migliori amici dell'uomo potrebbero darci un aiuto prezioso.

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