A 29 anni si introduce a scuola fingendosi una liceale: vuole rivivere la sua adolescenza

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di Laura Ossola

01 Aprile 2023

A 29 anni si introduce a scuola fingendosi una liceale: vuole rivivere la sua adolescenza
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Gli anni del liceo possono essere ricordati da adulti con grande affetto o con un forte senso di disagio, a seconda di come sono stati vissuti. Molti concorderanno sulla necessità di lasciarsi il passato alle spalle una volta per tutte, concentrandosi su ciò che di buono può offrire il presente. Per i ragazzi popolari, per cui andare a scuola era un pretesto per trascorrere piacevoli ore in compagnia degli amici, certamente poter tornare tra i banchi di scuola potrebbe essere un'occasione per rivivere i giorni felici della loro adolescenza. 

A nessuno di noi, tuttavia, verrebbe mai in mente di provare a fingersi un adolescente per poterlo fare davvero, eppure questa giovane donna ha realmente tentato l'impresa con successo, anche se solo per pochi giorni.

via NY Post

Pexels - not the actual photo

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Hyejong Shin è una giovane donna di 29 anni di origini coreane, trasferitasi in New Jesery a 16 anni per frequentare un college privato e successivamente laureatasi alla Rutgers University. La giovane è stata incriminata per avere falsificato il suo documento d'identità e aver frequentato il liceo di New Brunswick sotto mentite spoglie. Hyejong ha frequentato le lezioni per 4 giorni prima di essere scoperta dagli amministratori scolastici, che hanno subito preso provvedimenti. 

"In nessun momento nessuno studente o membro del personale scolastico è stato in pericolo e l'intero caso riguarda più la mia cliente che vuole tornare in un luogo sicuro e accogliente e in un ambiente a cui ripensa con affetto e nient'altro" ha dichiarato in sua difesa l'avvocato in tribunale, specificando inoltre che la sua assistita si sentiva molto sola e per questo ha compiuto questo gesto sconsiderato.

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La difesa dell'avvocato ha incontrato l'accordo della polizia locale intervenuta nella vicenda, che già in precedenza aveva ritenuto plausibile che l'unico intento della donna fosse rivevere un periodo della sua vita per cui provava una forte nostalgia. Hyejong spera ora, secondo il suo avvocato, di poter evitare la detenzione entrando in un programma di intervento preliminare e ha il progetto di tornare in Corea del Sud quando la spiacevole vicenda sarà conclusa. 

Certamente la solitudine può essere difficile da sopportare, ma infrangere la legge per fuggirle è forse un'azione un po' eccessiva non trovate?

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