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Trovati microbi incredibilmente sopravvissuti…
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Trovati microbi incredibilmente sopravvissuti nei ghiacciai: molti appartengono a specie sconosciute

11 Luglio 2022 • di Francesca Argentati
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Sembra che su alcuni degli altri pianeti del nostro sistema solare sia impossibile rilevare forme di vita in grado di svilupparsi, dal momento che le condizioni ambientali e climatiche non sono favorevoli alla sopravvivenza, ma questo riguarda anche alcune zone del nostro pianeta: ad esempio, i luoghi soggetti a temperature particolarmente calde o fredde sono disabitate, anche e soprattutto per via dell'impossibilità di nutrirsi e riprodursi. Tuttavia, sui gelidi altopiani del Tibet un gruppo di scienziati ha scoperto la presenza di quasi mille specie di microbi sopravvissuti nei ghiacciai.


In queste zone le condizioni climatiche sono estreme, eppure 968 specie di micro forme di vita sono riuscite inaspettatamente a svilupparsi, con grande sorpresa del team di ricerca.

"Le superfici dei ghiacciai supportano una vasta gamma di forme di vita, inclusi batteri, alghe, archei, funghi e altri microeucarioti. I microrganismi hanno dimostrato la capacità di adattarsi a queste condizioni estreme e contribuire a processi ecologici vitali" hanno scritto gli autori della scoperta. "Il ghiaccio glaciale può anche fungere da registrazione di microrganismi del passato, con microrganismi presenti nell'aria molto antichi (più di 10.000 anni) che sono stati rianimati con successo. Pertanto, il microbioma glaciale costituisce anche una cronologia inestimabile della vita microbica sul nostro pianeta."

Gli scienziati hanno preso in esame una specifica area ghiacciata, quella dell'altopiano tibetano, che si estende per 2,5 milioni di chilometri quadrati e rappresenta una riserva d'acqua fondamentale per le zone asiatiche adiacenti. La regione è stata soggetta a forti cambiamenti climatici, con conseguente scioglimento dell'80 percento dei ghiacciai.

Secondo il team, è di vitale importanza capire che tipo di microbi siano presenti in queste zone per due motivi: il primo è comprendere quali rischi potremmo correre se i ghiacciai dovessero scomparire liberando di fatto i microrganismi, il secondo è che, se il mutamento climatico dovesse farli scomparire, perderemmo informazioni importanti sul nostro ecosistema.

Il lavoro dei ricercatori per ottenere i campioni da analizzare è stato lungo e minuzioso: hanno esaminato ghiaccio, neve e polvere estratti da 21 ghiacciai tibetani nell'arco di 4 anni per documentarne il materiale genetico che ospitavano. Alcuni dei microbi sono stati studiati in laboratorio per poter risalire al loro genoma.
Il risultato ha rivelato che l'82% dei genomi appartenevano a specie nuove, di cui un 11% si trovava in un unico ghiacciaio, mentre un 10% era presente nella maggior parte dei ghiacciai presi in esame.

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La scoperta ha dato vita al progetto TG2G, "Tibetan Glacier Genome and Gene", dove verranno aggiunte le future ricerche e informazioni raccolte su eventuali nuove specie.

"Il catalogo TG2G offre un database e una piattaforma per l'archiviazione, l'analisi e il confronto dei microbiomi dei ghiacciai a livello di genoma e geni. È particolarmente tempestivo poiché l'ecosistema dei ghiacciai è minacciato dal riscaldamento globale e i ghiacciai si stanno ritirando a un ritmo senza precedenti" concludono i ricercatori. "Prevediamo che il catalogo costituirà la base di un archivio globale completo per i dati del microbioma glaciale."

Una scoperta incredibilmente utile in vista del possibile scioglimento dei ghiacciai, che potrebbe prevenire serie conseguenze per il nostro ecosistema.

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