L'azienda nega il lavoro da casa ai dipendenti: quasi tutti presentano le dimissioni

Irene Grazia Paladino

16 Febbraio 2022

L'azienda nega il lavoro da casa ai dipendenti: quasi tutti presentano le dimissioni
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Il lavoro da casa è diventato, nel corso degli ultimi anni, una modalità di lavoro adottata da molte aziende: grazie all’uso di un pc e dei necessari strumenti di lavoro, molti dipendenti hanno potuto iniziare a lavorare da casa. Non a tutti piace questa modalità di lavoro, che da un lato consente di poter lavorare in modo più agile e di coniugare con più facilità la vita professionale con quella lavorativa, ma che dall’altro riduce i contatti con i colleghi. Alcune aziende, un po’ per necessità e un po’ per paura, hanno chiesto ai dipendenti di tornare a lavorare in ufficio, e un uomo ha raccontato su reddit ciò che è accaduto all’interno del suo team.

via reddit

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L’uomo racconta di lavorare come capo squadra in un team che si occupa di sviluppare app, e che l’intero team ha lavorato da casa per molto tempo: tutto funzionava nel modo giusto. L’azienda, però, quando l’emergenza è diminuita, ha chiesto ai dipendenti di tornare gradualmente in ufficio. Proprio l'azienda che aveva dichiarato di essere flessibile - con la possibilità di alternare lavoro da casa e lavoro in ufficio - non si è dimostrata tale, e l’amministratore delegato ha chiesto il totale ritorno alle postazioni di lavoro. I dipendenti, però, hanno espresso perplessità e lamentele: "Sono stato assunto a distanza e non vivo in una città con un ufficio. Non voglio sradicare la mia famiglia. Farai delle eccezioni per persone come me?". Al che l'amministratore delegato ha risposto "Guarda. Questo è quello che stiamo facendo e quello che pensiamo sia meglio per l'azienda. Se vuoi lavorare da casa, il mio consiglio è di andare a lavorare da qualche altra parte".

 

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L’azienda, quindi, ha preso posizione: non ci sarebbe stata alcuna possibilità di lavorare da casa. L’uomo racconta cosa è accaduto dopo: “Le conversazioni del canale Slack dell'azienda si sono fermate e sono diventate città fantasma virtuali, passando da conversazioni vivaci al minimo indispensabile di cortesie funzionali. La partecipazione alle riunioni aziendali si è dimezzata e nel giro di un mese si è verificata una vera e propria raffica di dimissioni, compresa la mia.” Quasi tutti i dipendenti, in risposta alla possibilità negata, hanno deciso di presentare le dimissioni e di lanciare un forte messaggio: un’azienda che non ascolta le necessità dei dipendenti non è un’azienda che può avere un futuro.

 

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