Il capo dell'azienda licenzia la nipote del fondatore: "tutti i dipendenti sono uguali"

di Irene Grazia Paladino

14 Gennaio 2022

Il capo dell'azienda licenzia la nipote del fondatore: "tutti i dipendenti sono uguali"
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Riflessioni sulla meritocrazia, legami familiari nei contesti di lavoro, uguaglianza nel trattamento, giustizia e crescita dell’impresa: sono questi i temi che emergono dalla vicenda di Francesca Amadori e che ci fanno riflettere. La notizia ha fatto presto il giro del web e ha sollevato discussioni e pareri contrastanti: è giusto che la nipote del fondatore dell’azienda venga licenziata? Ma facciamo prima un passo indietro.

 

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Francesco Amadori è un noto imprenditore italiano di Cesena. Insieme al fratello Arnaldo fonda l’azienda Amadori, nota in italia per la produzione commerciale di pollame. L’anno di nascita ufficiale dell’azienda viene fatto coincidere con il 1969, nonostante i due fratelli abbiano affiancato fin da piccoli i genitori nella commercializzazione di animali da cortile e pollame a livello locale. Amadori è diventata un’azienda nazionale. Nonostante il suo successo, però, la gestione dell’azienda è stata sempre affidata alla famiglia: anche la terza generazione lavora presso la filiale di Cesena. 

Francesca Amadori è figlia di Flavio e nipote del fondatore dell’azienda, Francesco. Proprio il padre ha deciso di licenziarla, a seguito di una vera e propria faida familiare. Francesca lavora da 18 anni nell’azienda di famiglia, e ha dichiarato di aver lavorato sempre in modo corretto e nell’interesse dell’azienda, grazie alla passione trasmessa dal nonno Francesco. Ma questo non è bastato: Francesca, che operava come responsabile della comunicazione aziendale, è stata licenziata con effetto immediato. Non sono note le motivazioni precise, nonostante il consorzio spieghi che "si tratta di motivazioni coerenti e rispettose dei principi e delle regole aziendali: tali regole sono valide per tutti i dipendenti, senza distinzione alcuna". Nonostante ci siano state delle discussioni, sia a livello familiare che lavorativo, Francesca non si aspettava un provvedimento simile, e non pensava che il padre potesse arrivare a tanto. Per questo, sta valutando se rivolgersi ad un tribunale. La donna ha detto: “sto valutando le iniziative più opportune per oppormi a un provvedimento che ritengo ingiusto e illegittimo e che non riguarda la violazione di alcuna regola aziendale, trovando al contrario fondamento in altre logiche che dovranno essere appurate nelle opportune sedi”.

Non conosciamo le motivazioni che hanno spinto al licenziamento della nipote del fondatore, ma cosa ne pensi del trattamento riservato a Francesca? È giusto licenziare un membro della famiglia se vi sono opportune motivazioni lavorative?

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