Lo prendevano per "matto", ma quest'uomo è riuscito a fermare il deserto con tecniche agricole tradizionali - Curioctopus.it
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Lo prendevano per "matto", ma quest'uomo…
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Lo prendevano per "matto", ma quest'uomo è riuscito a fermare il deserto con tecniche agricole tradizionali

08 Marzo 2021 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Ci sono persone che, con le loro "piccole" azioni quotidiane, dimostrano al mondo di poter fare cose enormi, per loro, per chi li circonda e per l'ambiente in cui vivono. Stiamo parlando di tutti quegli uomini e quelle donne che, senza clamore e senza troppa notorietà, si fanno ricordare lasciando un segno profondo.

Yacouba Sawadogo è uno di loro, ed è proprio per questo che vogliamo raccontarvi la sua storia. Molto più di un semplice agricoltore, quest'uomo africano ha deciso che avrebbe dedicato tutto se stesso a salvare la sua terra da un destino triste e preoccupante, anche per chi, come lui, su quel terreno fa affidamento per vivere giorno dopo giorno. Cosa ha fatto di tanto memorabile? È riuscito a mettere un freno alla desertificazione, riuscendo lì dove nessun altro era riuscito.

Non è una novità che i cambiamenti climatici e le attività umane stiano causando sempre più danni al Pianeta che ci ospita. A farne le spese sono le zone più delicate e preziose, dove contrastare gli effetti negativi di questa situazione è quantomai urgente. In Burkina Faso, specie nella sua parte settentrionale, il fenomeno della desertificazione è piuttosto preoccupante. Il suolo, lentamente ma inesorabilmente, è in via di degrado, sempre più secco, eroso e dunque improduttivo dal punto di vista agricolo. Una situazione grave che è legata anche all'eccessivo sfruttamento del terreno, con coltivazioni e allevamenti.

Nonostante l'adozione di tecniche e misure pensate ad hoc per contrastare il problema, nulla sembrava realmente efficace. È stato a quel punto, durante gli anni Ottanta, che Yacouba, preoccupato per le sorti della sua terra, ha deciso di prendere in mano la situazione. Come? Ricorrendo a quello che sapeva fare: coltivare con le tecniche più semplici e tradizionali.

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La gente della sua comunità, sulle prime, lo ha preso per "matto". Eppure Yacouba sapeva alla perfezione quello che stava facendo. Questo volenteroso agricoltore ha deciso che avrebbe trattato il terreno secondo i metodi che erano stati tramandati di generazione in generazione. Sembrava pazzesco, e per questo Sawadogo fu ridicolizzato e preso in giro, ma la situazione cambiò nel giro di qualche tempo.

Lo Zai e il cordons pierreux: queste sono le due tecniche agricole che Yacouba ha pensato bene di adottare per combattere la desertificazione. Metodi semplici ed economici, alla portata di tutti che, attraverso fori nel terreno e apposite strutture create per far penetrare al meglio l'acqua, i concimi e i fertilizzanti nel sottosuolo, hanno cominciato a dare i loro frutti.

Nel giro di qualche anno, le scelte di Sawadogo si sono rivelate vincenti. La sua comunità, a quel punto, non lo ha più trattato come fosse un visionario, ma ha cominciato a rispettarlo come un eroe.

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immagine: MARIMOON/Facebook

Nel 2010, la storia di Yacouba è stata resa nota al mondo grazie a un film documentario che lo ha visto protagonista e intitolato, non senza ragione, The man who stopped the desert.

Oggi, il lavoro di Yacouba è un vero e proprio modello virtuoso di agricoltura alternativa, nonché di lotta ai fenomeni più preoccupanti che minacciano l'ambiente in varie parti del globo. Un grande esempio di determinazione, non c'è che dire, a cui vanno tutti i nostri complimenti!

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