Ritrovate per caso 60 navi di 2.500 anni sui fondali del Mar Nero: senza ossigeno sono rimaste intatte - Curioctopus.it
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Ritrovate per caso 60 navi di 2.500 anni sui fondali del Mar Nero: senza ossigeno sono rimaste intatte

26 Gennaio 2021 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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A volte i tesori più incredibili e sorprendenti sono lì ad aspettarci nei luoghi, nelle forme e nei momenti più inaspettati. Ne sanno qualcosa gli archeologi del Black Sea Project che, in Bulgaria, si sono trovati davanti a uno scenario sottomarino che definire spettacolare sarebbe riduttivo.

Adagiate sui fondali del Mar Nero, sommerse per oltre 2.500 anni, c'erano ben 60 navi romane, bizantine e ottomane. Imbarcazioni che sono passate attraverso secoli e secoli di storia e sono giunte a noi in condizioni sorprendentemente buone e, cosa ancora più interessante, per caso. Le ricerche, infatti, non avevano uno scopo storico, ma ben differente.

via: BBC

L'esplorazione di quella zona del Mar Nero da parte del Black Sea Project era partita dalla necessità di studiare l'impatto dei cambiamenti climatici. Le indagini geofisiche, portate avanti attraverso tecnologie all'avanguardia, oltre alle risposte sul surriscaldamento globale, hanno finito per fare ai ricercatori una sorpresa del tutto inaspettata.

Le navi erano lì, resistenti e affascinanti a testimoniare un passato remotissimo che si è improvvisamente materializzato in oggetti reali. Un vero "cimitero" di relitti, che hanno trovato nel Mar Nero l'habitat ideale per resistere meglio di molti altri al passaggio del tempo. Il motivo è semplice: alle profondità di quei fondali le acque sono anossiche, ossia prive di ossigeno. Una condizione che, unita alla scarsità di luce, ha favorito la conservazione degli antichi mezzi marini.

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Anfore, timoni, alberi maestri, ceramiche, stive piene di oggettistica: tutto si è presentato ai ricercatori in vesti quasi intatte e per questo sconcertanti.

"Non avevamo mai visto prima dal vivo questo tipo di imbarcazioni - è stato il commento di Ed Parker, amministratore del progetto - sembrava di essere dentro a un film".

Non stentiamo a crederlo, osservando le immagini del ritrovamento archeologico. Si tratta di una scoperta sensazionale, una delle più grandi mai fatte nell'ambito dell'archeologia marina.

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È proprio vero: anche se pensiamo che il passato non possa più tornare, a volte riesce a farlo e quando succede ci lascia semplicemente a bocca spalancata.

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