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Una maestra spiega ai bambini il rispetto per il proprio corpo: una lezione sul consenso utile anche agli adulti

25 Dicembre 2020 • di Irene Grazia Paladino
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Parlare di “consenso” è diventato fondamentale anche a scuola: lo sostiene l’insegnante Liz Kleinrock che, preoccupata che i suoi alunni potessero non capire il significato di questo concetto, ha creato un semplice schema per spiegarlo. Le tematiche affrontate a scuola fanno parte di un progetto molto più ampio dell'insegnante: la sua missione è quella di educare i giovani e gli adulti al rispetto dei diritti umani. Liz è molto attiva sia online - in cui condivide scene di vita quotidiana, informazioni, pensieri, inviti al cambiamento - sia offline.

Spiegare ai bambini che possono negare che qualcuno faccia loro qualcosa che non gradiscono è di grandissima importanza.

via: CNN

Parlare di alcune tematiche con i più piccoli, però, non è semplice. Per questo Liz Kleinrock, insegnante di cittadinanza di terza elementare presso la Los Angeles World Charter School, ha dato vita ad un corso pensato per i bambini di età compresa tra gli 8 e i 9 anni. Il corso si pone l’obiettivo di capire cosa sia il consenso, quando lo si ottiene, come riconoscerlo e cosa fare nel caso in cui venga negato.

Nella tabella scrive:

Cosa significa dare il consenso? Significa dire con positività ed entusiasmo "siì", "certo!", "sì, per favore", "assolutamente!", "okay", "te lo permetto".

Quando dobbiamo chiedere per avere il consenso? Quando vogliamo dare un abbraccio, per prendere in prestito qualcosa, per toccare altre persone, per baciarle, per condividere dei segreti.

Cosa fare allora se vuoi veramente un abbraccio ma l'altra persona non vuole, o se l'altra persona dice "no" anche se sorride, o se stai abbracciando qualcuno ma quel qualcuno cambia idea, se la persona che ti ha abbracciato ieri non desidera abbracciarti oggi? Sono tutti esempi di consenso negato.

Cosa puoi fare e dire se non vuoi dare il consenso? Potresti dire: "In questo momento non me la sento", "magari la prossima volta", "non mi piace" "no!", "non voglio", "no, grazie", "nah, sto bene al momento", "chiedimelo dopo".

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Gli alunni scrivono: "Chiedere il consenso è importante perché se non lo fai potrebbero non fidarsi di te la prossima volta che lo chiedi”.

Dopo la prima lezione, alcuni studenti si sono chiesti se i "segreti" possano essere condivisi con il consenso. Liz Kleinrock ha così creato un'altra lezione per aiutare i bambini a distinguere i segreti dalle sorprese, e quindi le informazioni da condividere dalle informazioni da tenere per sé.

Quando dovresti parlare e condividere le informazioni? Nei casi di incitamento all'odio, se qualcuno è stato ferito, se qualcuno sta facendo qualcosa di pericoloso o inappropriato, per raccontare comportamenti pericolosi, se qualcuno è scomparso, in caso di minacce, se qualcuno possiede un oggetto pericoloso.

Quando invece non dovresti parlare? Nel caso in cui siano solo chiacchiere, quando qualcuno prova dei sentimenti per una persona, nei casi di feste a sorpresa, di gossip, di regali, di fatti personali di qualcuno (come il divorzio), nei casi di appuntamenti a sorpresa o nei casi in cui qualcuno non sia stato invitato ad una festa.

La scuola ha apprezzato l'impegno di Liz e ha appoggiato l’iniziativa da lei promossa, sostenendo l’importanza di includere l’educazione alla condotta sociale all’educazione sull’inclusione e la diversità.

E i tuoi insegnanti, a scuola, hanno mai affrontato questi temi?

Tags: ScuolaBambiniStorie
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