10 segnali con cui un neonato ci comunica i suoi bisogni... senza usare le parole

di Giuseppe Varriale

01 Marzo 2019

10 segnali con cui un neonato ci comunica i suoi bisogni... senza usare le parole
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Comunicare, si sa, non sempre risulta facile: spesso non ci intendiamo su cosa abbiamo intenzione di esprimere o su cosa sentiamo. Questi “difetti” del linguaggio tendono a radicalizzarsi quando, anziché avere a che fare con adulti, siamo in presenza di bambini.

Gli scienziati si sono spesso interrogati sui metodi che la natura ha affidato ai neonati per farsi intendere dagli adulti e, col tempo, ne hanno individuati molti. Eccone una lista, sperando possa essere utile per destreggiarsi con l'arduo compito del genitore o dell'educatore.

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Per quanto riguarda il linguaggio del corpo dei bimbi, ecco alcuni segnali: 

  • Che mal di pancia: se vostro figlio inarca la schiena mentre lo state allattando, allora potete smettere di farlo: è sazio; se, viceversa, questo movimento viene fatto dopo la poppata, probabilmente vi sta comunicando un problema legato al reflusso o alle coliche.
  • Ho la febbre: un bambino che si tocca le orecchie più volte e che, nel farlo, inizia a piangere, sta male e probabilmente ha la febbre.
  • Tra poco piango: il neonato stringe i pugni? È affamato. Se riuscite a notare questo movimento in tempo, potete dargli da mangiare ed evitare che attiri l’attenzione piangendo
  • Dovrei fare i bisognini: il bambino piega le ginocchia quando ha crampi nella zona addominale.
  • Che paura: occhi spalancati e braccia alzate all’improvviso denotano un chiaro segno di spavento.

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Per quanto riguarda il pianto e il vocalizzo invece, ecco alcuni indizi: 

  • Prendimi in braccio: se il bambino è rimasto per molto tempo senza contatto con gli adulti, vorrà essere preso in braccio. Allora piangerà per 5-6 secondi, interrompendosi per altri 20. Se il pianto non dovesse sortire effetti, il bambino ripeterà l’operazione.
  • Ho fame: se, dopo aver preso in braccio vostro figlio, vi accorgete che inizia a piangere istericamente e a fare movimenti che simulano la suzione, potete essere certi che ha fame.
  • Sto male: questo tipo di messaggio si articola in due: 1) se il bambino piange ininterrottamente, emettendo talvolta degli strilli acuti, allora sente dolore; 2) se geme ininterrottamente ma sommessamente, può magari avere la febbre.
  • Ho fatto pipì: se emette un lamento piagnucoloso, talvolta simile ad uno squittio, molto probabilmente vi sta comunicando che il suo pannolino è sporco.
  • Ho sonno: vostro figlio piange, sbadiglia e si strofina gli occhi con i pugni chiusi. Sappiamo tutti cosa vuole: dormire.

Le liste che vi abbiamo proposto possono rappresentare uno spunto e un utile salvavita quando avrete a che fare con bambini molto piccoli. Ovviamente non siate troppo didascalici: ogni bimbo è fatto a modo suo e comunica in modo personale. Imparerete velocemente a riconoscere i suoi segnali... fino a comprenderli involontariamente e in maniera del tutto naturale.

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