Vive da più di 40 anni su un'isola deserta: ecco il Robinson Crusoe... della vita reale! - Curioctopus.it
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Vive da più di 40 anni su un'isola…
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Vive da più di 40 anni su un'isola deserta: ecco il Robinson Crusoe... della vita reale!

21 Luglio 2016 • di Giulia Bertoni
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Abu Daeng e sua moglie Maida non conoscono con esattezza la loro età ma ricordano bene l'anno in cui si trasferirono su un'isola deserta dell'Indonesia: era il 1972. Originari di un'altra isola (popolata!), Abu e Maida sono divenuti una coppia di ambientalisti per vie traverse. La decisione di trasferirsi su un posto che si riteneva popolato di fantasmi giunse dopo che ad Abu venne diagnosticata una malattia allora piuttosto grave. Da questa sciagura, però, è nato uno stile di vita che i due hanno finito per amare molto...

Durante la sua solita uscita per la pesca, Abu capì di aver perso la sensibilità negli arti. Imbracciati i remi ha viaggiato 12 ore per giungere sulla terra ferma dove, purtroppo, gli diagnosticarono la lebbra.

Spaventato dalle conseguenze che il decorrere della malattia avrebbe avuto sulla sua vita sociale, Abu decide di candidarsi per un posto come allevatore di tartarughe sulla deserta Pulau Cengkeh.

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Quando vi giunsero, l'isola era solo un arido atollo di sabbia. Abu iniziò subito a piantare semi da cui sarebbe nata la vegetazione che avrebbe reso possibile la nidificazione delle tartarughe.

Nei primi anni le tartarughe allevate sull'isola erano destinate al consumo culinario ma ben presto ci si rese conto del danno che si stava facendo all'ambiente.

Le tartarughe, infatti, sono fondamentali per l'ecosistema in quanto si nutrono di alghe e spugne dannose per la barriera corallina, e proteggono così quest'ultima e tutte le specie che la popolano.

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Lo stare a contatto con i pescatori della zona, inoltre, ha permesso a questa coppia di contrastare un altro triste fenomeno...

Dai primi anni Novanta, infatti, i pescatori hanno iniziato a gettare in mare cianuro e dinamite nel tentativo di far uscire dalla barriera centinaia di pesci in un colpo solo. La bassa scolarizzazione di questa popolazione impediva loro di capire che non solo i pesci che riuscivano a catturare erano divenuti velenosi, ma che distruggendo la barriera ben presto non ci sarebbe stato più nulla da catturare.

In una zona come questa il micro-attivismo è fondamentale: Abu (che nel frattempo ha perso la vista) e Maida sono divenuti degli importanti detrattori di queste tecniche e spiegano i loro reali effetti a quanti si trovano a passare.

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In questa immagine possiamo vedere il prima, durante e dopo del rilascio di cianuro in mare.

Nonostante quella di Abu e Maida sia stata una vita di sacrifici, fatta solo di piccole cose e nessuna comodità, i due si dicono grati per tutto quello che il destino ha riservato loro e che non cambierebbero nulla di quello che è stato.

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