Linguaggio indecifrabile e piante sconosciute: un manoscritto medievale ancora avvolto nel mistero - Curioctopus.it
x
Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza i cookies. Continuando a navigarlo acconsenti al loro uso in conformità alla nostra privacy policy Ok
x
Linguaggio indecifrabile e piante sconosciute:…
Dopo aver perso la vista, questo artista ha sviluppato una tecnica di pittura impressionante Il caso supera l'estro: 11 favolosi esempi di arte accidentale che vorreste capitassero a voi

Linguaggio indecifrabile e piante sconosciute: un manoscritto medievale ancora avvolto nel mistero

29 Maggio 2016 • di Silvia Ricciardi
7.637
Advertisement

Custodito all'Università americana di Yale, il manoscritto di Voynich rappresenta un raro caso di codice medievale di attribuzione incerta e di interpretazione ancora più indecifrabile, fattori che lo rendono il libro più misterioso al mondo.

Sfogliando insieme a voi alcune pagine nella nostra gallery, scopriremo cosa si sa di questo manoscritto e cosa è ancora avvolto nell'ombra del mistero...

Il manoscritto di Voynich prende il nome dal commerciante polacco Wilfrid Voynich che lo acquistò da un collegio Gesuita nei pressi di Frascati (Roma) nel 1912 e lo fece conoscere al mondo intero.

La pergamena utilizzata per realizzare il codice, composto da disegni e testi disposti su 204 facciate, è fatta di capretto e l'analisi di minuscoli frammenti delle sue pagine hanno permesso di datare la carta fra il 1404 e il 1438.

Advertisement

Nel codice sono ben distinguibili quattro sezioni associate a quattro argomenti distinti: botanica (in cui si fa riferimento a piante completamente sconosciute), astronomia (in cui si parla di segni zodiacali), biologia (in cui sono presenti diverse figure femminili nude) e farmacologia (con raffigurazioni di vegetali e radici sconosciute accanto a strumenti utilizzati da medici medievali).

Nel corso degli anni il codice è stato attribuito a diverse personalità, quali Ruggero Bacone (che però è vissuto in un periodo antecedente alla datazione della pergamena), Eretici Catari, la coppia inglese John Dee, filosofo e matematico, e Edward Kelly, alchimista, e, in ultima istanza, ad Antonio di Pietro Averlino, detto Il Filarete.

Riguardo le cause che hanno spinto alla sua realizzazione, si sono avvicendate diverse ipotesi: all'inizio si pensò ad un libro farsa per trarre in inganno qualche potente di una corte europea, poi si optò per un possibile atto di spionaggio industriale a vantaggio dell'Impero Ottomano contro Venezia. Quello che si sa è che tutte le parole sono state composte usando dai 2 ai 10 caratteri per un totale di, forse, 28 caratteri differenti, senza alcun utilizzo della punteggiatura.

Di fatto, ad oggi, il libro rimane indecifrabile nonostante l'attenzione e l'ausilio del popolo di internet; un mistero medievale che forse durerà per sempre.

Advertisement

Lascia il tuo commento!

Advertisement
Advertisement

Ti è piaciuta questa storia?

Clicca su "mi piace" e non perderti le migliori.

×

Già sono fan, grazie