Questa foto è stata ampiamente criticata, ma il suo significato è una grande lezione per tutti

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di Marco Renzi

20 Febbraio 2016

Questa foto è stata ampiamente criticata, ma il suo significato è una grande lezione per tutti
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L'uomo, fin dalla notte dei tempi, ha domato gli animali, li ha addestrati per poterli utilizzare nelle sue attività, di caccia, di difesa, ma anche di compagnia e di gioco. Non bisogna dimenticare però che anche loro possono darci lezioni di vita con il loro comportamento. Anzi, in molti casi gli animali hanno agito anche meglio dell'uomo, frenato invece dall'egoismo e da una scarsa attitudine alla solidarietà.

Un altro buon esempio stavolta viene da un branco di lupi, colti durante uno spostamento in mezzo alla neve. Si muovevano in fila indiana, ognuno con la sua posizione ben precisa. Ecco cosa ha scoperto la ricercatrice Barbara Bach Hermel, e il perché dobbiamo trarre insegnamento da loro.

Questa immagine, condivisa da milioni di persone, è stata oggetto di molte controversie riguardo alla sua attendibilità. A prescindere da questo però, il suo valore simbolico-educativo è altissimo e soprattutto testimonia che l'umanità è stanca dell'egoismo e sente il bisogno di una solidarietà più diffusa.

Un branco di 25 lupi si muove nella neve, nel Parco Nazionale Wood Buffalo, in Canada.

Un branco di 25 lupi si muove nella neve, nel Parco Nazionale Wood Buffalo, in Canada.
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Può sembrare una foto normale, ma è la fotografia della gerarchia che vige all'interno del branco.

Può sembrare una foto normale, ma è la fotografia della gerarchia che vige all'interno del branco.

I primi lupi, quelli nel cerchio giallo, sono i lupi vecchi o malati: loro stabiliscono il ritmo di marcia che tutto il resto del gruppo dovrà seguire. Se la fila fosse stata capeggiata da esemplari in salute, avrebbero trovato difficoltà a seguire la velocità stabilita. C'è un altro motivo per cui i lupi più deboli si trovano nei primi posti: in caso di agguato frontale, saranno i primi ad essere sacrificati, salvando quelli più giovani. 

Seguono poi il gruppo di lupi più forti, che faranno da difesa del branco. Al centro si trova il resto del gruppo, i maschi meno forti, le femmine e i cuccioli. Alle loro spalle, un altro gruppo di lupi da difesa. 

L'ultimo lupo è il maschio alfa, da quella posizione tiene sotto controllo tutto il branco.

Molti hanno messo in dubbio la veridicità di questa ricostruzione. Non c'è una certezza che questa disposizione rispecchi proprio la gerarchia del gruppo, anche se i biologi confermano l'esistenza di una rigida piramide sociale tra i lupi.

Molti hanno messo in dubbio la veridicità di questa ricostruzione. Non c'è una certezza che questa disposizione rispecchi proprio la gerarchia del gruppo, anche se i biologi confermano l'esistenza di una rigida piramide sociale tra i lupi.

I lupi hanno all'interno del branco rigide leggi: tutti i membri le devono rispettare, pena l'esclusione a seguito di una dura lotta. 

L'ordine sociale è mantenuto grazie al dominio che il maschio alfa esercita su tutto il gruppo, incutendo paura e sottomissione. Insieme alla sua partner, la femmina beta, curano e aumentano la dimensione della mandria. 

Lo scopo principale del gruppo è quello di proteggere il maschio alfa. 

Non è impossibile che questa gerarchia venga riportata in un preciso assetto, durante gli spostamenti. 

Secondo alcuni, i lupi a capo della fila non sono quelli malati o vecchi, ma la femmina beta: è lei che decide la direzione da seguire, per risparmiare al massimo le energie.

Secondo alcuni, i lupi a capo della fila non sono quelli malati o vecchi, ma la femmina beta: è lei che decide la direzione da seguire, per risparmiare al massimo le energie.

Che sia vera o no, molte persone hanno apprezzato questa foto e la sua spiegazione, per un motivo ben preciso.

Che sia vera o no, molte persone hanno apprezzato questa foto e la sua spiegazione, per un motivo ben preciso.

Le persone sono stanche dell'individualismo che prevale nella società moderna: in occasioni sempre più rare ci ritroviamo in gruppo, sappiamo stabilire delle regole da rispettare insieme e riusciamo in una pacifica convivenza. Ci si aggrega soltanto per convenienza, molto spesso una convenienza a fini economici.

Non esiste più la solidarietà con i più deboli, il rispetto per i più anziani e per le donne, come nel branco, ma ognuno è intento a percorrere il proprio percorso, cercando meno contaminazioni possibili. 

Sarà pure un detto, ma nel passato non pochi esempi ne confermano la validità: è l'unione che fa la forza. 

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