I puntini neri sul parabrezza delle auto sono fondamentali: ecco a cosa servono davvero

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di Gianmarco Bonomo

25 Maggio 2024

La funzione strutturale dei puntini neri sul parabrezza delle auto inizia già dall'assemblaggio
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Le auto sono un concentrato di tecnologia al servizio delle prestazioni, del comfort e della sicurezza, anche nei dettagli che spesso tendiamo a ignorare. Fra questi ultimi, uno degli esempi più particolari riguarda i puntini neri sul parabrezza delle auto, conosciuti anche come frit. Sono presenti in tutte le automobili e costituiscono un mistero per molti automobilisti. In questo articolo, vedremo a cosa servono e perché hanno questa forma.

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A cosa servono i puntini neri sul parabrezza delle auto?

Unsplash

A vederli sembrano un semplice orpello estetico, ma i puntini neri sul parabrezza non sono soltanto una semplice aggiunta al design di un’automobile. Al contrario, possiamo dire che quella estetica è proprio l’ultima delle loro funzioni. Infatti, i frit svolgono anche un ruolo tecnico e strutturale durante il processo di realizzazione e assemblaggio dei veicoli, e dopo. Partiamo da quest’ultimo caso:

  • Da una parte, il parabrezza viene assemblato sul telaio dell’auto mediante una colla in uretano, che però può essere soggetta a danneggiamenti a causa dei raggi ultravioletti. I frit, insieme alla banda nera che circonda il parabrezza, proteggono la colla in uretano proprio dai raggi UV.
  • Dall’altra parte, i puntini neri sul parabrezza migliorano la sua adesione al telaio in caso di incidente, contribuendo così alla sicurezza generale delle automobili.

Ma i frit sono importanti, come dicevamo, già dal processo di realizzazione e assemblaggio. Infatti, il vetro che compone il parabrezza viene riscaldato per essere adattato alle forme del telaio, un processo che potrebbe portare a distorsioni. I puntini neri invece permettono un riscaldamento graduale del vetro grazie a una migliore distribuzione del calore.

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Nelle auto ci sono anche altri puntini neri: a cosa servono?

Unsplash / Freepik

I puntini neri sul parabrezza delle auto svolgono quindi tre funzioni principali. Se in fase realizzativa proteggono il vetro, durante il normale uso proteggono la colla uretanica dai raggi UV, e non solo. Ma ovviamente i frit hanno anche un ruolo estetico: fanno da transizione fluida dal bordo nero al vetro trasparente ed evidenziando i contorni del parabrezza.

Sulle automobili tuttavia esiste anche un vero e proprio terzo frit, un’altra zona con i puntini neri più o meno all’altezza dello specchietto retrovisore. La sua funzione non è propriamente strutturale, ma serve per prevenire l’abbagliamento dovuto soprattutto all’alba e al tramonto.

L’evoluzione dei puntini neri sul parabrezza delle auto: molto più che una decorazione

Unsplash

Tecnicamente, chiamare frit i puntini neri sul parabrezza delle auto è parzialmente improprio. Il termine si riferisce alla protezione dai raggi UV che inizia a comparire sulle automobili dagli anni 50 in poi, una protezione che nel tempo porterà ai puntini neri che conosciamo oggi. Se le prime automobili non avevano nulla del genere, da decenni ormai possiamo contare su questa componente che tutti vediamo, quando ci mettiamo alla guida, ma che spesso tendiamo a ignorare.

I frit non sono quindi soltanto dei puntini neri la cui aggiunta al parabrezza è dettata da una scelta estetica. Al contrario, giocano un ruolo cruciale già nella fase di realizzazione e assemblaggio delle automobili, nonché durante la guida. Poi, rappresentano anche un elemento di design del veicolo e, da un certo punto di vista, fanno la differenza senza farsi notare troppo.

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