Perché la pelle degli arti si raggrinzisce stando a lungo in acqua? La scienza ha trovato la risposta

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di Francesca Argentati

03 Luglio 2023

Perché la pelle degli arti si raggrinzisce stando a lungo in acqua? La scienza ha trovato la risposta
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Non tutti amano tuffarsi o restare a lungo dentro l'acqua, mentre altri sguazzerebbero per ore in piscina o in mare. Chi ama nuotare di certo sarà avvezzo a un particolare che si verifica dopo un certo periodo trascorso in immersione: la pelle di mani e piedi, infatti, inizia ad assumere un aspetto "raggrinzito", che scompare una vuolta usciti dall'acqua e tornati asciutti. Ma a cosa è dovuto questo particolare fenomeno del corpo umano e perché si verifica? La scienza è riuscita a trovare la risposta.

via Scientific American

Flickr-Brenderous

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Un team di ricerca è riuscito a comprendere il motivo per cui, dopo un certo periodo di tempo trascorso in acqua, le nostre mani e i nostri piedi iniziano a diventare "grinzosi", come fossero ricoperti di rughe. In molti credevano si trattasse dell'effetto dell'acqua a contatto prolungato con lo strato esterno della pelle, causandone una sorta di rigonfiamento.

Tuttavia, la scienza è consapevole sin dagli anni Trenta che questo curioso fenomeno non si verifica se i nervi degli arti sono danneggiati, portando i ricercatori a porsi ulteriori domande e a comprendere che il "raggrinzimento" è imputabile a una reazione involontaria del sistema nervoso autonomo, responsabile del controllo della respirazione, del battito cardiaco e della sudorazione.

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Pexels

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La comparsa delle strane rughe, infatti, avviene a causa di una restrizione dei vasi sanguigni che si trovano sotto la pelle. Ma a quale scopo? Mark Changizi, neurobiologo evoluzionista presso la 2AI Labs a Boise, Idaho, USA, nel 2011 ha ipotizzato, insieme al suo team, che doveva trattarsi di una funzione evolutiva, dal momento che queste grinze rappresentano un processo attivo, giungendo a una conclusione dimostrata soltanto più avanti.

La strana forma assunta dalla pelle di mani e piedi dopo un contatto prolungato con l'acqua, secondo il team di ricerca, sembrava offrire un vantaggio, teoria dimostrata grazie a un esperimento.

Pixabay

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Alcuni partecipanti hanno raccolto oggetti asciutti o bagnati, fra cui alcune biglie di diverse dimensioni, prima con mani asciutte e poi dopo averle tenute immerse in acqua tiepida per 30 minuti. Le persone hanno raccolto più velocemente le biglie bagnate con le dita raggrinzite piuttosto che con le mani asciutte, mentre non vi era alcuna differenza tra le due condizioni nell'afferrare oggetti asciutti. In definitiva, le grinze sembrano offrire una rete di drenaggio capace di migliorare la prensilità degli oggetti scivolosi.

Tom Smulders, biologo evoluzionista e coautore dello studio, ha dichiarato: "Abbiamo dimostrato che le dita rugose offrono una presa migliore in condizioni di bagnato: potrebbe funzionare come il battistrada sui pneumatici dell'auto, che consente a una parte maggiore del pneumatico di essere in contatto con la strada e consente una presa migliore."

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Ulteriori test di laboratorio hanno confermato che le dita raggrinzite migliorano la nostra capacità prensile su oggetti bagnati o sommersi, incanalando l'acqua come i battistrada della pioggia nei pneumatici delle auto. I nostri antenati avrebbero sfruttato questa condizione per raccogliere cibo dai ruscelli o dalla vegetazione umida, secondo Smulders.

E per quanto riguarda i piedi? L'effetto potrebbe esserci utili nel riuscire a mantenere un appoggio più stabile sul terreno quando ci troviamo sotto la pioggia. Conoscevi il motivo delle cosiddette "dita a prugna"?

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