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Socotra, la stupenda isola remota che ha 6 milioni di anni e sembra un mondo alieno

21 Marzo 2022 • di Francesca Argentati
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Sul nostro pianeta esistono posti meravigliosi, con paesaggi e sfondi molto diversi: dalle spiagge paradisiache alle montagne innevate, dai deserti sconfinati fino alla natura selvaggia e incontaminata. Molti di questi luoghi vengono scelti come ambientazioni cinematografiche tanto magnifico è il loro aspetto, ma alcuni di essi sembrano persino non appartenere al nostro mondo.

Uno di questi è senza dubbio l’isola di Socotra, la quale offre uno scenario talmente sorprendente da poter essere scambiata per una meta aliena.


Il suo nome pare derivi dalla lingua sanscrita e significa “isola beata”. Socotra conta poco meno di 50.000 abitanti, di origine arabica, somala e indiana, e l’idioma del posto è la lingua Soqotri.

Quest’isola si trova nell’Oceano Indiano, fra le coste della Somalia e dello Yemen. Fa parte di un gruppo di quattro isole e più di sei milioni di anni fa apparteneva al continente del Gondawana, per poi staccarsene e diventare un ecosistema indipendente e assolutamente inedito.

Sul suolo di Socotra si è sviluppata infatti una flora endemica, cioè presente su territori molto limitati, senza alcuna contaminazione esterna da parte delle specie viventi nei territori continentali.

Al suo interno si sono sviluppati 825 tipi diversi di piante, alcune delle quali esistono da più di venti milioni di anni. Anche la fauna è molto ricca e variegata, ma soprattutto rara: l’isola ospita più di un migliaio di specie diverse e mai viste.

Un piccolo universo lontano e remoto, potremmo dire perduto, con un volto che spicca per originalità rispetto al resto della Terra. Il suo aspetto potrebbe essere quello di un pianeta alieno, eppure Socotra esiste davvero ed è proprio nel nostro mondo.

A contribuire al suo paesaggio fantascientifico, oltre al milionario isolamento, è il clima caldo e secco, che ha favorito la creazione di questo spettacolo della natura: le sue spiagge bianche si stendono fino agli altipiani di origine calcarea e con numerose grotte.

La bellissima isola si è conquistata il riconoscimento globale dell’UNESCO per avere un “eccezionale valore universale”, specialmente per ospitare un 95% di lumache ormai estinte in tutto il resto del mondo, così come il 90% dei rettili e il 37% della flora.

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La pianta più eccezionale di Socotra è il Dracaena cinnabari, ossia l’albero del sangue di drago dalla forma a ombrello: la linfa di colore rosso, che nella credenza era il sangue del drago degli antichi, veniva utilizzata nei rituali magici, mentre oggi è impiegata come pittura. L’aloe rarissima era invece usata come medicinale e per la preparazione di prodotti di bellezza.

Al di là di sole due strade costruite in tempi recenti, il volto dell’isola è rimasto identico a com’era in origine: una riproduzione antichissima di una Terra ormai perduta che però potrebbe assomigliare a un futuro lontanissimo se provassimo a immaginarlo.

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