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I videogiochi che diagnosticano e aiutano a curare la depressione: l'invenzione di un team di scienziati

29 Gennaio 2022 • di Irene Grazia Paladino
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I videogiochi sono spesso stati oggetto di valutazione da parte di medici e ricercatori, che ne hanno dimostrato l’efficacia nel trattamento di alcune patologie e nel miglioramento delle attività cognitive. Un team di scienziati ha voluto concentrarsi, però, sul legame tra i videogiochi e la depressione. Un team di scienziati ha creato dei videogame, collegati ad un particolare software, grazie ai quali è possibile diagnosticare e poi curare la depressione: il progetto si chiama Thymia.

 

via: healthtech

La depressione è un disturbo mentale di cui soffrono molte persone, ma non può essere misurabile come invece lo è un disturbo fisico. Per questo gli studiosi hanno sperimentato il videogioco su oltre 2mila pazienti presso l'University College e il King's College di Londra. La dottoressa Emilia Molimpakis, co-fondatrice del software, ha dichiarato: 

"In questo momento il sistema sanitario esistente è difettoso in molti modi, i medici di base non hanno tempo, gli strumenti attuali a loro disposizione sono questionari soggettivi incredibilmente distorti e non c'è un follow-up tra gli appuntamenti. Thymia è il primo sistema che offre obiettività e utilizza diversi tipi di dati per creare un modello davvero accurato ed efficace sulla depressione".

 

Il programma è così strutturato: i pazienti affetti da depressione devono semplicemente giocare a dei videogiochi appositamente progettati, con un supporto neuropsicologico, utile agli studiosi per misurare e monitorare lo stato depressivo e un’eventuale evoluzione. Il software sfrutta infatti l’intelligenza artificiale, ed è in grado di misurare il comportamento del paziente e il linguaggio del suo corpo: la voce, lo sguardo, le espressioni, la reazione. Insomma: i pazienti sono concentrati a giocare, ma un software si occupa di analizzare cosa accade e qual è lo stato depressivo. Qual è la speranza del gruppo di ricercatori: 

"Quello che speriamo di ottenere è di aiutare i medici a raggiungere la giusta diagnosi molto più velocemente. Attualmente ciò richiede anni di lavoro che noi vogliamo ridurre in una manciata di settimane, aiutandoli a trovare il giusto trattamento per ogni singolo paziente". Thymia consentirebbe quindi di diagnosticare lo stato depressivo e di capire se i trattamenti, psicologici e medici, stanno funzionando nel paziente. Potrebbe essere l’inizio di un grande cambiamento in campo medico.

 

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