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Apple non ripara il suo iPhone in garanzia:…
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Apple non ripara il suo iPhone in garanzia: lui fa causa all'azienda chiedendo i soldi indietro

25 Ottobre 2021 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Non tutti hanno un ottimo rapporto con la tecnologia e, quando lo affermiamo, ci riferiamo anche a disavventure più o meno grandi che possono capitare quando acquistiamo un dispositivo di ultima generazione. Ne sa qualcosa l'uomo che, negli Stati Uniti, ha deciso di citare in giudizio nientemeno che Apple, chiedendo al colosso informatico di risarcirlo dei soldi spesi per il suo nuovissimo iPhone.

Una richiesta che non è stata affatto gradita dalla Società della mela e che, con ottime probabilità, finirà in tribunale a seguito di numerose controversie legate proprio a una mancata riparazione in garanzia. Vediamo cosa è successo.


1.383,13 dollari: questa la cifra esatta per cui un cliente Apple di San Francisco ha citato in giudizio Apple presso la Corte Superiore della città californiana. Si tratta del costo del suo iPhone 12, un telefono che la Casa produttrice si è rifiutata di riparare nonostante fosse in garanzia.

Theodore A. Kim, questo il nome dell'uomo, ha raccontato le sue vicissitudini con l'azienda, suscitando interesse e reazioni in molte persone, e diventando presto conosciuto in tutto il mondo. Tutto è iniziato quando Kim ha acquistato il telefono "incriminato" da un venditore Apple autorizzato in Vietnam, nell'ottobre 2020. In garanzia fino a ottobre 2022, l'uomo non avrebbe mai immaginato che, per un problema riscontrato sul telefono, non avrebbe invece ricevuto alcuna assistenza gratuita dal gigante informatico.

Stando a quanto riferito, lo smartphone non riusciva a leggere una sua scheda sim statunitense. Dopo aver contattato l'azienda produttrice, gli è stato detto di rivolgersi all'assistenza ufficiale. A quel punto, dopo qualche giorno di attesa, è arrivata la risposta: "non lo ripareremo in garanzia perché è stato manomesso", hanno affermato i tecnici. Alla richiesta di maggiori spiegazioni, il personale Apple non ha risposto, per poi restituire il telefono al cliente, questa volta con il carrellino della sim card rotto.

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Denunce, reclami, segnalazioni e persino una e-mail inviata direttamente al CEO di Apple Tim Cook hanno fatto seguito a quanto era accaduto. L'amministratore dell'azienda, come prevedibile, non ha risposto a Theodore, il quale, alla fine, è passato alle vie legali. Del resto, il cliente è convinto, anche sulla base di esperienze simili alla sua vissute da altri di utenti, di aver ragione e di poter avere una speranza. Nonostante questo, è impossibile non pensare alla sua come alla classica battaglia tra Davide e Golia, considerando pure che, per Apple, la questione è ormai chiusa.

Non resta che aspettare e vedere come andrà a finire. Che ne pensate? Ha fatto bene ad agire così, alla luce di quanto accaduto?

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