L'isola proibita delle Hawaii: un paradiso terrestre dove si vive ancora come 200 anni fa - Curioctopus.it
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Prova a capovolgere le immagini: il curioso effetto Thatcher le mostra come non te le aspetti Vicini lasciano un biglietto sul furgone rosa di un uomo:

L'isola proibita delle Hawaii: un paradiso terrestre dove si vive ancora come 200 anni fa

02 Giugno 2021 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Pensereste mai che, nella civiltà avanzata e iper-connessa in cui viviamo oggi, esistano ancora dei luoghi che sono rimasti praticamente tagliati fuori dal tempo, da ogni tipo di "contaminazione" e modernità? Se vi sembra improbabile, aspettate a dirlo, perché probabilmente non siete mai stati a Niihau.

Chiunque, davanti alla parola Hawaii, penserebbe subito a meravigliosi scenari di mare, tanto incantevoli quanto presi d'assalto dal turismo. In realtà, nella maggior parte dei casi è proprio così, ad eccezione di uno: Niihau. Quest'isola è la quintessenza di luogo incontaminato, anche se non è disabitata. E allora perché viene chiamata "proibita"? La sua affascinante storia può spiegarcelo.

Dimenticatevi strade, ristoranti, negozi, strutture turistiche, persino corrente elettrica o acqua corrente: a Niihau si vive così, completamente liberi da tutto ciò che, in qualche modo, possa rappresentare la modernità. Non è un caso se, come altre isole hawaiane, anche questa abbia un suo soprannome: proibita.

Un velo di mistero aleggia da anni e anni intorno a questa terra emersa, dove gli abitanti sono rimasti al dialetto tradizionale locale e vivono in modo totalmente autosufficiente. Caccia, coltivazione e allevamento sono le loro fonti di sostentamento, e per comprendere il motivo di tutto questo occorre fare un passo indietro, fino al 1864.

immagine: 25kim/Flickr

Fu proprio in quell'anno che Elizabeth Sinclair-Robinson, scozzese e proprietaria di una piantagione in Nuova Zelanda, acquistò l'isola dal re Kamehameha V per l'equivalente di circa 10.000 dollari. Una compravendita che però aveva una condizione ben precisa: la donna avrebbe dovuto preservare la cultura nativa, dialetti e usanze compresi, per mantenere negli anni la storia e l'identità di un popolo, elementi che avrebbero rischiato di scomparire in futuro.

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Da quel momento, ogni discendente della Robinson ha fatto il possibile per mantenere l'accordo siglato col re. Per decenni, Niihau è stata un luogo quasi mitico, un'isola su cui venire a contatto con la più autentica cultura hawaiana, fatta di attività, danze, tradizioni e linguaggi sempre più rari.

Ed è stato così fino ai primi anni Cinquanta del Novecento, quando agli estranei fu proibito l'ingresso a Niihau a causa dell'epidemia di poliomielite, scoppiata proprio allora. Chiunque non vivesse sull'isola non poteva accedervi: ecco dunque perché questo paradiso terrestre diventò "proibito". Passata l'emergenza sanitaria, però, Niihau rimase chiusa, letteralmente vietata e interdetta al pubblico.

Per visitarla, oggi, occorre un invito personale rilasciato dalla stessa famiglia Robinson. Per gli abitanti, tuttavia, non è così: possono spostarsi e ritornare sull'isola ma, quando sono lì, devono sottostare a diverse regole precise. Non sono ammessi alcol, tabacco e armi, gli uomini devono portare i capelli corti e la domenica è obbligatorio per tutti i residenti dei villaggi recarsi in chiesa.

Insomma: norme piuttosto severe e "puritane" che, alla prova dei fatti, hanno reso Niihau un posto dove il tempo si è letteralmente fermato. D'altronde, nell'ottica dei Robinson, tutto ciò si è reso necessario per preservare quest'isola incontaminata al suo stato originario. Non è chiaro quanta gente ci viva, visto che le stime e i censimenti sulla popolazione sono effettuati a discrezione della famiglia proprietaria, ma di certo un posto così, nel mondo di oggi, è una vera rarità.

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immagine: D kuba/Wikimedia

L'unico, piccolo strappo alla regola dell'isolamento è rappresentato da piccoli tour che la famiglia permette di effettuare ai turisti in elicottero. Si tratta di un minuscolo assaggio di questo posto fuori dal mondo, che tuttavia non consente ai viaggiatori di accedere al villaggio principale di Niihau.

Che ne pensate? Conoscevate la storia di questa incredibile e affascinante isola proibita?

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