Un'auto Tesla aiuta la polizia a catturare un uomo che aveva commesso vari crimini a sfondo razzista - Curioctopus.it
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Un'auto Tesla aiuta la polizia a catturare un uomo che aveva commesso vari crimini a sfondo razzista

21 Aprile 2021 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Avete presente Kitt, l'auto sportiva nera e futuristica guidata da David Hasselhoff nelle serie tv Supercar (Knight Rider)? Se avete risposto sì, sicuramente ricorderete che questo veicolo era dotato di un computer dall'incredibile intelligenza artificiale, in grado di parlare, prendere decisioni e interagire col suo pilota. Il tutto per un solo, nobile obiettivo: combattere le forze del male in giro per gli Stati Uniti.

Bene: se Kitt era immaginaria, la Tesla di cui stiamo per parlarvi è reale al 100%. Cosa ha fatto di tanto speciale questa vettura elettrica? Non ha certo compiuto le mirabolanti imprese di Kitt, ma in compenso è riuscita a far arrestare un malvivente protagonista di crimini dettati dall'odio razziale. Un'ottima notizia, certo, anche se ha sollevato non pochi dubbi sulla questione privacy...

via: Gizmodo
immagine: courtlistener.com

Siamo a Springfield, nel Massachusetts. È proprio qui che, a dicembre 2020, si sono verificati una serie di episodi criminosi ai danni della chiesa presbiteriana della comunità Martin Luther King Jr., frequentata in maggioranza da afroamericani. Diverse auto parcheggiate nelle vicinanze sono state ritrovate con gli pneumatici tagliati e, cosa ancor più grave, qualcuno ha tentato più volte di appiccare il fuoco all'edificio.

L'ultimo tentativo, purtroppo, è andato a segno, e l'incendio ha distrutto buona parte degli interni della chiesa. Le indagini della polizia sono scattate subito, finché Dushko Vulchev, 44enne residente nel Maine, è stato catturato e interrogato dalle autorità. Se vi state chiedendo come siano riusciti gli investigatori a risalire a quest'uomo, la risposta è presto detta: grazie a una Tesla parcheggiata poco distante dalla chiesa data alle fiamme.

immagine: courtlistener.com

Avete capito bene: quest'auto non ha avuto la capacità autonoma di fermare Vulchev durante le sue azioni criminali, però una cosa l'ha fatta: lo ha filmato. Proprio così, perché forse non tutti sanno che le vetture del marchio statunitense sono dotate della funzione "Sentry Mode" che, una volta lasciata l'auto incustodita, rileva e registra eventuali minacce utilizzando le telecamere perimetrali installate sulla macchina. L'obiettivo è quello di scoraggiare ladri o chiunque abbia intenzione di fare danni, avvertendo anche il proprietario di quanto sta accadendo, tramite il telefono.

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immagine: courtlistener.com

Così, Vulchev si è trovato proprio davanti all'auto sbagliata, mentre stava commettendo i suoi crimini contro la comunità afroamericana di Springfield. Gli agenti dell'FBI che hanno condotto le indagini, consapevoli delle telecamere della Tesla, hanno immediatamente provveduto ad analizzarne i filmati, per poi risalire proprio al volto di Vulchev, chiaramente visibile nel video. Lo hanno rivelato le stesse forze dell'ordine, spiegando anche che il malvivente non era nuovo a episodi di odio razziale, rivolti non solo contro afroamericani, ma anche contro persone di religione musulmana.

Insomma: se da un lato la tecnologia di quell'auto ha aiutato le forze dell'ordine a risolvere un caso, dall'altro l'episodio ha fatto sorgere non pochi dubbi sulla privacy di questi sistemi di sicurezza. Le Tesla con Sentry Mode, infatti, registrano h24 tutto ciò che accade attorno alle vetture, archiviando le immagini.

immagine: Tesla/Youtube

Secondo Consumer Reports, questi filmati spesso sarebbero condivisi con la Casa automobilistica come dati raccolti. Tutto questo, di sicuro, è piuttosto inquietante, ed è il motivo per cui in molti stanno chiedendo norme più severe per regolamentare la questione.

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immagine: Pinterest

D'altronde, nel mondo iper-tecnologizzato e in cui viviamo, sembra proprio che a volte la nostra riservatezza debba essere sacrificata in favore della sicurezza. Certo: in questo caso specifico ne siamo felici, ma non possiamo che sentirci sempre un po' sorvegliati... persino dalle nostre stesse auto!

Tags: AutoCuriosiStorie
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