La Francia trascurò gli effetti dei test nucleari in Polinesia: uno studio parla di oltre 100.000 contaminati - Curioctopus.it
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La Francia trascurò gli effetti dei test nucleari in Polinesia: uno studio parla di oltre 100.000 contaminati

11 Marzo 2021 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Circa 190 esperimenti nucleari, violentissime esplosioni sotterranee e atmosferiche, nell'arco di un trentennio. Questo è ciò che la Francia ha portato avanti a Mururoa, l'atollo corallino polinesiano teatro di sperimentazioni assidue e continuate su ordigni che, nella maggior parte dei casi, furono molto più potenti di quelli sganciati dagli Stati Uniti su Hiroshima e Nagasaki durante la Seconda guerra mondiale.

Un programma di test che non è passato senza conseguenze. Quanto accaduto nella Polinesia francese dal 1966 al 1996, infatti, ha causato una vera e propria "eredità tossica", fatta di conseguenze sanitarie a dir poco tragiche per tutte le persone del luogo che, negli anni, sono state esposte alle radiazioni sprigionate dalle esplosioni. Una vicenda per lo più secretata per anni, sulla quale ora sono giunte rivelazioni importantissime, in grado di cambiare gli scenari. La Francia, infatti, ha sottostimato il pericolo, condannando oltre 100.000 persone a un destino orribile di malattie e sofferenze.

immagine: Pierre J/Flickr

Lo studio è di quelli destinati a far segnare una svolta storica. Stando a quanto emerso da una ricerca portata avanti da Disclose, organizzazione di giornalismo investigativo, dal collettivo Interprt e dal Program for Science & Global Security dell'Università di Princeton, la Francia avrebbe sottostimato di molto la portata di quanto stava facendo nell'atollo. Vale a dire che, durante i test nucleari, non si è tenuto minimamente conto dei loro effetti sulla popolazione.

Arrivare a queste conclusioni è stato possibile grazie all'attento esame dei Mururoa Files, oltre 2000 pagine di documenti secretati fino a poco tempo fa dalla Difesa francese, che contengono dati, mappe, foto e dettagli di tutto ciò che è stato fatto in quegli anni nelle isole paradisiache del Pacifico.

"Lo stato ha cercato di seppellire l'eredità tossica di quei test - ha commentato Geoffrey Livolsi, redattore capo di Disclose - il nostro è il primo tentativo scientifico indipendente per misurare l'entità dei danni e riconoscere che gli esperimenti nucleari francesi hanno causato migliaia di vittime".

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immagine: Pierre J/Flickr

In particolare, i ricercatori si sono riferiti agli effetti delle esplosioni avvenute in superficie nel 1966, 1971 e 1974, dopo le quali gli esperimenti sono stati "spostati" sottoterra. Le persone esposte a loro insaputa a dosi di radiazioni pericolose sono state oltre 100.000, e tutto questo avrebbe avuto pesantissime ricadute sulla loro salute. Tumori in vari organi del corpo, leucemie, malattie cardiovascolari e oculari, stando ai rapporti, avrebbero flagellato quelle popolazioni per molto tempo, in un vero e proprio avvelenamento.

E per loro non c'è stato ancora nessun risarcimento. Al contrario: come affermano i rapporti, per tanti, troppi anni le autorità francesi hanno cercato di nascondere tutto questo, quasi facendo finta che non fosse mai accaduto nulla di devastante da quelle parti. Così però purtroppo non è stato e ora, grazie a questi studi e rivelazioni shock, sono molte le persone che potrebbero aver diritto a un riconoscimento dei danni, seppur tardivo.

immagine: FRED/Wikimedia

Molte sono infatti le persone che non sono in possesso di elementi sufficienti affinché possano dimostrare di essere state esposte alle radiazioni. Le nuove indagini, con tanto di rivelazioni e nuove stime mediche, tuttavia, sembrano proprio destinate a cambiare radicalmente la situazione. Non resta che augurarselo. 

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