"È molto frustrante": un'atleta denuncia l'ingiustizia di dover gareggiare nello sport con donne transgender - Curioctopus.it
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"È molto frustrante": un'atleta denuncia l'ingiustizia di dover gareggiare nello sport con donne transgender

04 Febbraio 2021 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Da quando si è insediato alla guida degli Stati Uniti d'America, il Presidente Joe Biden è stato protagonista della firma di diversi ordini esecutivi, che sono intervenuti in vari ambiti, tra cui lo sport. Proprio in questo contesto, ha fatto discutere molto il provvedimento sull'inclusione di atlete transgender in contesti sportivi femminili, in modo da prevenire ed eliminare qualsiasi tipo di discriminazione dovuta all'identità di genere.

Accanto alle voci favorevoli, si è sollevato un vero coro di opinioni contrarie, specie dalle aree più conservatrici della vita sociale a stelle e strisce. Le critiche, in particolare, si focalizzano sulle presunte ingiustizie di un provvedimento simile, che metterebbe in chiaro "svantaggio" le donne biologiche nelle competizioni sportive. Il dibattito si è acceso e c'è chi, al di là di pregiudizi e fazioni, ha analizzato a fondo lo Sports Fairness Act, per scoprire se si tratta davvero di un atto poco paritario.

via: USA Today

"È molto frustrante e demotivante": così la runner Madison Kenyon ha commentato l'aver gareggiato contro un'atleta donna transgender. "Si tratta di uomini biologici - ha aggiunto, contraria al provvedimento di inclusione - non si tratta di discriminazione, ma di garantire ciò che è giusto". Sulla stessa lunghezza d'onda di Kenyon ci sono anche diversi gruppi che si stanno battendo strenuamente contro le norme volute da Biden.

Ma il decreto del Presidente è stato davvero un atto di inclusione poco paritario? Se lo è chiesto chi ha deciso di far luce sulla polemica scoprendo che, di fatto, Biden non ha fatto altro che rafforzare e ribadire provvedimenti già esistenti, basati peraltro su sentenze storiche che hanno creato i classici precedenti. Come è stato fatto notare, l'ordine esecutivo presidenziale "si limita a far rispettare le decisioni della Corte Suprema, ribadendo la necessità di far rispettare certi principi contrari alle disuguaglianze".

Non sarebbe esatto, dunque, sostenere che il provvedimento firmato da Biden imponga che le donne transgender debbano competere nei contesti femminili, perché le regole per queste persone erano in realtà già in vigore insieme, come detto, a sentenze e risultati di battaglie legali svolte in nome dell'inclusione. Al di là di qualsiasi presa di posizione o presunta ingiustizia, dunque, ciò che ha fatto la presidenza Usa è garantire l'ottemperanza di leggi già presenti, invitando in particolare le istituzioni sportive che ricevono fondi dallo Stato a rispettarle.

A prescindere da chi e quando abbia introdotto questa iniziativa, il dibattito non è nuovo, e vede schierate due linee di pensiero molto determinate. Voi che ne pensate? Far partecipare le donne transgender alle competizioni femminili è un atto inclusivo e dovuto oppure è un'ingiustizia nei confronti delle altre atlete?
 
Tags: SportUsaAttualità
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