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7 alimenti che possono essere "falsificati"…
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7 alimenti che possono essere "falsificati" ai quali occorre prestare molta attenzione

12 Luglio 2020 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Lo sappiamo bene: mangiare è uno dei più grandi piaceri che ci sono nella vita. Il momento dei pasti, nella sua semplicità, è in grado di creare occasioni uniche di convivialità, scambio e allegria. Ancora meglio, poi, se tutto è accompagnato da ottime pietanze e squisite bevande.

Attenzione, però, perché il cibo non è affatto tutto uguale. Può apparire una frase scontata, ma non è così: anche negli alimenti che acquistiamo giorno dopo giorno, magari attirati da ottimi prezzi, possono nascondersi delle insidie. Di che tipo? Semplice: non sono quelli che sembrano, né quelli per cui vengono venduti. Le frodi alimentari esistono, e tutti, potenzialmente, ne siamo esposti, al supermercato come al ristorante. Per questo, è bene, prima di tutto, essere informati su quali possono essere i cibi "insidiosi" da questo punto di vista. Qui ne abbiamo raccolti 7, spiegandovi a cosa si può andare incontro.

via: Forbes

1. L'olio extra-vergine di oliva

immagine: Pixabay

Iniziamo con un prodotto tipico della tradizione gastronomica mediterranea. Il prezioso "nettare" estratto dalle olive non è sempre quello per cui viene spacciato. È capitato che molti consumatori venissero truffati da oli costosi e ritenuti "puri", di qualità, che poi si sono rivelati mescolati ad altri liquidi tutt'altro che "nobili". Per difendersi da questi rischi, occorre sempre verificare bene la provenienza del prodotto, affidandosi a oli certificati.

2. Il cibo integrale

immagine: Pxhere

Molti alimenti in vendita con la dicitura "integrale", purtroppo spesso non lo sono. Basta leggere con attenzione le etichette per rendersi conto che, al loro interno, possono anche essere presenti farine lavorate industrialmente, che quindi andrebbero a far perdere tutti i benefici di un cibo meno lavorato e più "puro". Controllare bene, anche in questo caso, è fondamentale per non rischiare di pagare di più per un prodotto che vale come uno "normale".

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3. I succhi di frutta

immagine: Pxfuel

Anche questo è un bel problema: sebbene dalle loro confezioni molte di queste bevande possano attirarci prima di tutto per la loro (presunta) salubrità, occorre sempre leggere bene la composizione. Ovviamente, minore sarà la percentuale di succo, maggiore sarà quella di altri composti, spesso tutt'altro che amici della nostra salute.

4. Il miele

immagine: Marco Verch/Flickr

Salutare, energetico, dolce, poco grasso, un vero regalo della natura: è il miele, un altro nettare tanto prezioso quanto, purtroppo, a rischio impurità. Il miele "vero", infatti, non è mischiato né diluito con nulla. Tutt'altra cosa rispetto ai prodotti che vengono "dolcificati" con composti non naturali, zuccheri e poi spacciati per tali. Un miele di ottima qualità, purtroppo, è costoso, e già questo è un buon punto di partenza per riconoscerlo.

5. Il cibo biologico

Anche sul biologico, termine che raccoglie tutti quei cibi prodotti e coltivati "al naturale", senza ricorrere a sostanze chimiche o geneticamente modificate, spesso c'è una discreta confusione. Non capita raramente, infatti, che su un alimento venga posta l'etichetta "bio" quando poi di bio non c'è molto. In questi casi, la provenienza è fondamentale: è meglio preferire acquisti di origine locale, provenienti cioè da luoghi in cui i controlli e la filiera sono più tracciabili. Senza contare che il sapore di un vero cibo biologico fa la differenza!

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6. Il sushi

immagine: Pixnio

Un cibo particolarmente in voga, che però può dar luogo a un numero davvero elevato di possibili frodi. Forse proprio per la sua diffusione, non sono mancati, negli ultimi anni, i casi di pesce spacciato per tale, che poi si è scoperto essere di dubbia provenienza, se non addirittura qualcos'altro. Per evitare spiacevoli sorprese, è sempre meglio ordinare del pesce a pezzi, prodotti cioè che possiamo vedere nella loro forma reale e non supporre che siano tali.

7. Vini "pregiati" e champagne

immagine: Pixabay

Dovrebbero essere alcuni tra i prodotti più pregiati, controllati e "preziosi" in circolazione: basta nominare la parola "champagne" per capirlo. Eppure, al di fuori della Francia - suo Paese d'origine - c'è anche chi, in barba alla trasparenza, produce vini di questo tipo senza rispettare le regole ideate proprio per garantirne l'autenticità. E questo vale anche per i vini di varietà famose in tutto il mondo, come ad esempio quelli italiani. Da Paese a Paese le leggi cambiano, perciò è bene fare sempre attenzione alla loro provenienza.

Tags: CiboUtili
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