Turchia: un contadino scopre una stele di 3000 anni che racconta la sconfitta del mitico Re Mida

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di Lorenzo Mattia Nespoli

02 Luglio 2020

Turchia: un contadino scopre una stele di 3000 anni che racconta la sconfitta del mitico Re Mida
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A volte siamo portati a pensare che le testimonianze storiche del nostro passato siano ormai tutte conosciute, spiegabili e ricostruibili. La storia dell'umanità, tuttavia, è un percorso lunghissimo, capace di riservarci continue sorprese e di tornare a farsi notare nei modi, nei luoghi e nelle sembianze più varie.

Stiamo parlando di tutte quelle scoperte legate a civiltà che l'uomo dava per perdute, attorno alle quali si è creato un affascinante alone di mistero. Pensate ad esempio a Re Mida, una figura nota per la leggendaria capacità di trasformare in oro qualsiasi cosa toccasse, intorno alla quale ci sono ancora oggi numerosi dubbi e lacune. La scoperta archeologica di cui stiamo per parlarvi, in questo senso, potrebbe dirci qualcosa di più, dato che potrebbe essere legata proprio al mitico sovrano della Frigia.

via The Independent

Oriental Institute University of Chicago

Oriental Institute University of Chicago

Siamo in Turchia, e precisamente nei pressi della capitale Ankara. Qui, un team di ricercatori stava lavorando a un importante scavo archeologico quando un contadino del posto ha avvertito gli esperti di un singolare ritrovamento in cui lui stesso si era imbattuto. In un canale poco lontano, dragato di recente, era riemersa una grande pietra, sulla cui superficie era visibile un'iscrizione in caratteri antichi, simili a geroglifici.

Inutile soffermarsi sullo stupore degli scienziati: era chiaro che si trovavano di fronte a una testimonianza tanto antica quanto preziosa, databile a circa 3000 anni fa, proprio il periodo a cui le leggende fanno risalire l'esistenza di Re Mida. La zona dove gli archeologi stavano scavando abbonda di resti di insediamenti perduti, ma non avrebbero mai potuto immaginare che la storia si presentasse davanti a loro in modo così inaspettato.

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Krasp

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Dalle indagini sulla stele, durate diversi mesi, è emerso che le iscrizioni sarebbero proprio databili al momento in cui il re dal "tocco d'oro" sarebbe vissuto. Lo ha riferito James Osborne, esperto dell'Università di Chicago, specificando che i segni sono stati impressi in lingua Luwian, e che avrebbero descritto una vittoria militare. Ma il bello deve ancora venire.

Secondo quanto riferito dagli studiosi, la pietra descriverebbe la caduta del regno di Re Mida, e la conseguente vittoria di un'altra popolazione, guidata dal re Hartapu, una figura su cui si sa molto poco. La pietra ritrovata, così, potrebbe aver fatto parte della capitale di questo secondo regno, una città florida e importantissima per il Medio Oriente di quell'epoca su cui ora conosciamo qualcosa in più.

Krasp

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Mentre gli studi proseguono, sembra proprio che la stele con le iscrizioni abbia fatto luce solo su una minima parte di una civiltà perduta ma dall'incredibile interesse storico. Gli scienziati sono impazienti e fiduciosi di poter fornire al mondo qualche notizia in più, dando a tutti più consapevolezza sulle nostre origini.

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