Tra le vigne della Valpolicella viene alla luce un mosaico di 2000 anni fa: apparteneva a una villa romana - Curioctopus.it
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Tra le vigne della Valpolicella viene alla luce un mosaico di 2000 anni fa: apparteneva a una villa romana

27 Maggio 2020 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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In un territorio ricchissimo di storia e testimonianze del passato come quello dell'Italia non è raro che, in maniera piuttosto eclatante, vengano fuori frammenti che ci riportano subito ad epoche lontane. Siamo abituati a vederlo spesso in città come Roma, il cui sottosuolo è un vero e proprio scrigno storico dal valore inestimabile.

Nel caso dei reperti di cui stiamo per parlarvi, ritrovati nel veronese, la "scoperta" non è stata una novità, dato che da diverso tempo era già risaputo che in zona fosse presente qualcosa. Grazie al lavoro di tecnici e archeologi, tuttavia, questo "qualcosa" è finalmente venuto alla luce, rivelandosi in tutta la sua meraviglia.

Siamo a Negrar, nella zona della Valpolicella, un luogo conosciutissimo per le sue eccellenze vinicole. Ed è proprio sotto a un vigneto che un equipe della Soprintendenza archeologica di Verona è riuscita, grazie alle tecniche di carotaggio del suolo, a individuare il punto esatto in cui è sepolta una splendida pavimentazione risalente al primo secolo dopo Cristo.

Mosaici dai colori sgargianti, migliaia di tessere sapientemente incastrate tra loro a creare disegni semplicemente stupendi: questo si sono trovati davanti i tecnici quando hanno scavato in mezzo alle vigne. I resti, con ottime probabilità, potrebbero far parte di una struttura piuttosto grande, verosimilmente una "domus" romana i cui pavimenti sono ancora in ottimo stato di conservazione.

Non è un caso che la zona dove è stata portata alla luce questa testimonianza è conosciuta col nome di "Villa": un appellativo che indica proprio la presenza di un edificio storico. L'area, mantenuta agricola e non edificabile, era nota per questa sua particolarità da oltre un secolo ma nessuno, prima d'ora, era mai riuscito a individuare e scavare nel punto esatto.

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Ci vorranno diverso tempo, grande attenzione e molte risorse economiche prima che il manufatto possa essere visibile nella sua interezza, ma le autorità locali e la Soprintendenza si sono dette fiduciose. Non resta che aspettare e, nel frattempo, godersi questo affascinante e meraviglioso ritorno al passato.

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