Un carpentiere in pensione spiega come potrebbe essere stato costruito il complesso di Stonehenge - Curioctopus.it
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Un carpentiere in pensione spiega come…
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Un carpentiere in pensione spiega come potrebbe essere stato costruito il complesso di Stonehenge

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Miti, leggende, ipotesi fantasiose e centinaia di studi: questo, e molto altro, suscita da sempre il sito archeologico di Stonehenge, celebre cerchio di pietre megalitiche situato nell'Inghilterra meridionale.

Come per le Piramidi egizie, anche intorno agli enormi blocchi rocciosi inglesi si susseguono, da sempre, numerose ipotesi riguardanti la costruzione, la funzione e, soprattutto, il trasporto delle pietre, in epoche così remote in cui non era certo agevole edificare strutture del genere.

Si stima che il sito di Stonehenge risalga a circa 2500-3000 anni prima di Cristo e che, per arrivare lì dove sono ora, le pietre siano state trasportate da 3 a un massimo di 200 km di distanza. Sono dati incredibili, se consideriamo che ogni blocco pesa da 25 a 50 tonnellate. È ovvio, allora, che Stonehenge continui a destare curiosità e mistero. L'uomo di cui stiamo per parlarvi, tuttavia, ha fornito una risposta plausibile alle tante domande legate al sito. Vediamo perché.

Lui si chiama Wally Wallington, è originario del Michigan, negli Usa, ed è un carpentiere in pensione. Forte delle sue conoscenze acquisite durante anni di lavoro, Wallington ha deciso di mostrare al mondo, attraverso dei video esplicativi, che la costruzione di un sito del genere è possibile anche per una popolazione primitiva, che con buone probabilità non conosceva nemmeno l'uso della ruota.

Tramite l'utilizzo di macchine semplici, con leve, contrappesi e perni, Wallington sarebbe riuscito a muovere blocchi in pietra pesanti fino a 20 tonnellate, proprio simili a quelli del celebre osservatorio astronomico inglese. Ovviamente, per il massimo della veridicità, Wallington ha utilizzato materiali e tecniche disponibili anche all'epoca della costruzione di Stonehenge.

Niente ruote, carrelli o marchingegni "moderni", dunque: il carpentiere statunitense in pensione utilizza dei semplici principi fisici per muovere i suoi colossali pezzi di pietra. E soprattutto, lo fa da solo. Tanto è vero che è arrivato a costruire una sua "replica" di Stonehenge e a girare diversi video in cui ha spiega le sue attività e le sue teorie.

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immagine: Mestre pedreiro/YouTube

Sebbene le sue teorie non siano ancora state approvate dalla comunità archeologica mondiale, i lavori di Wallington possono fornire interessanti spunti per approfondire e spiegare opere e tecniche di enorme importanza create dall'uomo, intorno alle quali, ancora oggi, regna un affascinante alone di mistero.

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