I ricercatori scoprono la "miccia" che accende l'Alzheimer, accelerando la distruzione dei neuroni - Curioctopus.it
x
Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza i cookies. Continuando a navigarlo acconsenti al loro uso in conformità alla nostra privacy policy Ok
x
I ricercatori scoprono la "miccia" che…
La Malesia rispedisce indietro più di 3.000 tonnellate di rifiuti plastici ai Paesi d'origine Trovato materiale extraterrestre fra le montagne del Sudafrica: la scoperta ci dice molto sulle origini della vita

I ricercatori scoprono la "miccia" che accende l'Alzheimer, accelerando la distruzione dei neuroni

3.420
Advertisement

Un recente studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, sembra aver scoperto il meccanismo che nei malati di Alzheimer provoca il deterioramento delle cellule nervose. La ricerca è stata portata avanti dal gruppo dell'Istituto americano Van Andel, coordinato da Viviane Labrie ed apre uno spiraglio di luce verso nuovi possibili strumenti di diagnosi per combattere l'insidiosa malattia. I ricercatori hanno confrontato individui sani ed individui colpiti da Alzheimer, riscontrando in questi ultimi una diminuzione progressiva di sequenze di DNA a seconda dei vari stadi della malattia.

immagine: Nephron/Wikipedia

Sono state studiate diverse sequenze di DNA che, a seconda di fattori ambientali e anagrafici, diminuiscono o intensificano l'attività di un gran numero di geni cerebrali. In altre parole, i ricercatori hanno scoperto che le cellule nervose dei pazienti affetti da Alzheimer perdono più rapidamente le sequenze di DNA i cui geni mantengono giovane il cervello. Contemporaneamente, la giovane equipe ha assistito ad un aumento significativo dell'attività dei segmenti genetici coinvolti nella formazione delle placche che portano i neuroni a danneggiarsi definitivamente.

Viviane Labrie, coordinatrice del progetto, ha spiegato che "le cellule nervose di chi è malato si comportano come se fossero più vecchie, diventando sempre più vulnerabili all’Alzheimer”.

immagine: Pexels

Comprendendo meglio quali sono i fattori molecolari che portano alla malattia, sarà possibile in futuro individuare nuove strategie terapeutiche in grado di migliorare le condizioni dei pazienti. Si tratta decisamente di una buona notizia se consideriamo che nel mondo i malati di Alzheimer, stando a quanto riportano le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), sono circa 44 milioni.

Advertisement
immagine: Pixabay

Il numero dei malati di Alzheimer, dicono gli esperti, sembra destinato ad aumentare nel corso dei prossimi anni, tanto che nel 2050 si prevedono circa 135 milioni di pazienti con i sintomi della malattia.

Tags: ScienzaMedicina
Advertisement

Lascia il tuo commento!

Advertisement
Advertisement

Ti è piaciuta questa storia?

Clicca su "mi piace" e non perderti le migliori.

×

Già sono fan, grazie