Mileva Maric, la prima moglie di Einstein: la donna fisica alle spalle del genio della Relatività

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di Claudia Melucci

21 Settembre 2018

Mileva Maric, la prima moglie di Einstein: la donna fisica alle spalle del genio della Relatività
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Come capita spesso con i personaggi famosi, si finisce per credere di sapere molto della loro vita, privata e pubblica: se questo può essere vero per via di tutto quello che si pubblica sui social, lo stesso non si può dire con i personaggi noti di una volta.

Quanto sapete della vita di Albert Einstein, oltre al fatto di aver sviluppato la Teoria della Relatività - grazie alla quale oggi usufruiamo della maggior parte delle tecnologie disponibili - e di aver vinto il premio Nobel per la fisica nel 1921?

Poco. È per questo che non avete idea di chi sia Mileva Maric. 

Fisica, eccellente in matematica, moglie del 'piccolo' genio della relatività.

Fisica, eccellente in matematica, moglie del 'piccolo' genio della relatività.

Unknown/Wikimedia

Mileva Maric, nata in Serbia nel 1875, fu la prima moglie di Albert Einstein: la sua storia si intrecciò con quella del futuro grande fisico sui banchi di scuola. Anche lei appassionata di scienze, si iscrisse al Politecnico di Zurigo. Fu la quinta donna ad accedere all'istituto, l'unica del suo corso. Einstein si innamorò della sua brillante mente, della sua perspicacia e della sua sete di indipendenza: a differenza sua, Mileva era bravissima nei calcoli matematici. C'è chi dice che i due si accompagnarono anche per una spiccata 'bruttezza fisica' condivisa: Einstein di bassa statura, sempre con un'espressione malinconica, lei claudicante congenita. 

Mileva affrontò l'esame finale incinta, e fu anche questo forse a pesare sulla sua bocciatura - oltre al fatto di essere donna aspirante fisica, posizione allora strettamente riservata a uomini. 

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Wikimedia Commons

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Dopo gli studi, i due si trasferirono sotto lo stesso tetto: Mileva partorì, ma della figlia non si saprà mai che fine abbia fatto. Molti sostengono che sia stata colpita da scarlattina, altri che sia stata data in affido, visto il forte dissenso delle famiglie di entrambi.

Mileva e Albert, in ogni caso, diedero seguito alla loro storia d'amore, come testimoniano alcune lettere scambiate: "Siamo una pietra", diceva giocando sul cognome di lui (Wir sind ein-Stein!). I due collaborarono al lavoro sul movimento relativo e proprio in nome del legame che li unisce, Mileva affermò di non essere infastidita del fatto che sugli studi pubblicati non comparisse il suo nome.

La splendida storia d'amore iniziò ad incrinarsi nel 1910 quando, a seguito di vari spostamenti della famiglia Einstein per seguire gli impegni lavorativi del fisico, entrò un'altra donna nella vita di lui.

Si tratta di Elsa Einstein, cugina di primo grado di Albert: la figura di Mileva si trasformò nel tempo sempre più in un peso. Dice Albert, "la devo trattare come un'impiegata che non posso licenziare". 

Paul Ehrenfest/Wikimedia

Paul Ehrenfest/Wikimedia

Lui arrivò a proporle un patto ambiguo: in cambio del suo rispetto in pubblico, lei avrebbe dovuto provvedere alle faccende domestiche (lavargli e stirargli i vestiti, preparargli i pasti e il letto al bisogno, sistemare le sue stanze senza avvicinarsi alla scrivania. 

Mileva, nonostante fosse diventata moglie e madre, non tradì il suo spirito libero, lo stesso che l'aveva portata a studiare circondata da soli uomini: prese i suoi figli, nati nel frattempo, e tornò a Zurigo, dove iniziò la pratica per il divorzio - ufficializzato nel 1921, lo stesso anno in cui venne conferito al genio il Nobel per la fisica.

Albert Einstein si impegnò comunque a provvedere al mantenimento della sua ex-moglie e dei suoi figli, garantendo una percentuale sugli eventuali premi futuri (probabilmente già fiutava da tempo il Nobel): grazie ai proventi, Mileva riuscì a far studiare il figlio grande, Hans, e a curare quello più piccolo, schizofrenico.

Sebbene non si abbia la certezza di quanto Mileva abbia contribuito alla Teoria della Relatività, si sa che la sua mente era particolarmente brillante e che insieme al maritò lavoro a lungo su quella teoria. Che sia un'altra storia di una donna oscurata da una società maschilista?

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