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In questa scuola gli studenti sospesi devono svolgere volontariato con anziani e disabili

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Da qualche mese Città di Castello, in Umbria, è diventata protagonista di un interessante esperimento sociale: gli studenti sospesi da scuola avranno sconteranno la relativa sanzione disciplinare di ore o giorni attraverso un inedito percorso di reinserimento, svolgendo attività di volontariato accanto ai disabili e agli anziani ospiti di una casa di riposo.

Protagonisti di questa promettente e rivoluzionaria - si spera - iniziativa, patrocinata dal Comune, sono la cooperativa sociale "La Rondine" e l’Istituto scolastico “Patrizi-Baldelli-Cavallotti”.

Il progetto nasce da una constatazione molto semplice: ovvero che la sospensione degli studenti finisce per essere un periodo di riposo a casa fine a se stesso, raramente utile a "redimere" il ragazzo. Meglio perciò renderlo un momento socialmente utile, trasformando lo studente in una risorsa per la comunità. 

Gli alunni - sotto la supervisione di tutor scolastici e della cooperativa - saranno coinvolti nelle attività ricreative e ludiche previste dalla casa di riposo, ed in generale svolgeranno una funzione di ascolto e compagnia; al momento è previsto un impegno settimanale per un periodo variabile in base alla sanzione comminata dall'Istituto al singolo studente. 

immagine: pixabay

L'obiettivo della cooperativa e dell'Istituto è - nelle parole di Marta Boriosi, dirigente scolastica - "promuovere tra gli studenti i valori del dono, della gratuità e della condivisione, dell’impegno civile verso la comunità, della cittadinanza attiva e consapevole, del rispetto degli altri e dei diversi, il senso di solidarietà costituzionale e di uguaglianza, della educazione e ri-educazione, della sanzione individuale come strumento di promozione e miglioramento della persona, nonché promuovere la partecipazione dei ragazzi alla comunità locale in cui si muovono, attraverso la conoscenza delle associazioni di volontariato del territorio e l’impegno personale".

Luciano Veschi - presidente della cooperativa -  dichiara che i 3 studenti finora coinvolti hanno mostrato di "comprendere come vi sia una realtà diversa dalla loro e di come loro stessi possano considerarsi fortunati" ; pertanto, trovando il percorso utile per ragazzi e comunità, si augura di estendere la collaborazione ad altre scuole.

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