"Love": l'imponente scultura che ci mette di fronte al nostro bambino interiore - Curioctopus.it
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"Love": l'imponente scultura che ci…
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"Love": l'imponente scultura che ci mette di fronte al nostro bambino interiore

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Nel deserto del Nevada, a nord-est di Reno (USA), esiste una piccola città fondata appositamente per ospitare un festival annuale che nel corso del tempo ha raccolto tantissime adesioni e ha raggiunto ormai una certa notorietà. La città si chiama Black Rock City e stiamo parlando del Burning Man Festival, che si tiene ogni anno, dal 1991, l'ultima settimana di agosto, in concomitanza con la festa del lavoro, il Labor Day, che negli Stati Uniti si festeggia il 1 settembre.

È un festival di arte visionaria e ed alternativa che ospita un gran numero di artisti; una delle opere più visionarie degli ultimi anni si chiama "Love", opera di debutto di un talentuoso artista ucraino di Odessa di nome Alexander Milov.

La suggestiva opera di Milov risale al 2015 e si inseriva all'interno del concorso "Carnevale degli specchi", il tema di quell'anno. La scelta del tema voleva essere un riferimento al mondo moderno dominato dai media, in cui la realtà risulta talvolta ambiguadeformata, proprio come un raggio di sole che colpisce degli specchi: un universo in cui scoprire l’autentico risulta sempre più difficile. L'opera di Milov si concentra sull'incomunicabilità di quest'epoca: un uomo e una donna sono seduti di spalle, accasciati su loro stessi in quello che sembra essere uno stato di profonda tristezza e solitudine

Love sembra focalizzare l'attenzione sui conflitti tra le reali aspirazioni dell'io nascosto e l'apparenza esterna. All'esterno le due figure adulte sembrano rappresentare una vera e propria gabbia, rimandando ad un senso di oppressione sottolineato ancor di più dal colore grigio del metallo utilizzato per l'intelaiatura. Ma al calare della luce avviene qualcosa di veramente magico: man mano che la luce svanisce per far posto alla lunga notte, i bambini all'interno dell'intelaiatura si illuminano e ci accorgiamo che entrambi si stanno sfiorando le mani, un gesto che nelle due figure adulte rimane solo una fantasia lontana.

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I bambini rappresentano il nostro io più profondo, le nostre reali aspirazioni e i nostri sentimenti più sinceri tenuti nascosti in una prigione immaginaria, affollata da falsi valori. La luce emanata dai bambini, assieme al loro gesto, è simbolo di amore e condivisione ― una  volontà di comunicare che invece risulta assente negli adulti, freddi e metallici. La trasparenza delle sagome indica forse quanto sia fragile e vulnerabile la nostra intimità. 

L'imponente opera, bellissima, riflette il pensiero dell'artista: "entriamo in questo mondo desiderando solo l’unione e l’amore, ma la società ci trasforma, rendendoci incapaci di vivere i rapporti nel modo sereno e fiducioso della nostra infanzia". Dobbiamo, dunque, cercare di riscoprire la purezza e i valori che ci muovevano da bambini, poiché sono i valori autentici della natura umana.

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