Acufene: un'applicazione per smartphone può aiutare a gestirlo, secondo uno studio

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di Francesca Argentati

14 Gennaio 2024

Acufene: un'applicazione per smartphone può aiutare a gestirlo, secondo uno studio
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Il problema dell'acufene, fastidioso ronzio che molte persone percepiscono nell'orecchio, potrebbe essere alleviato da un'applicazione per smartphone, secondo una ricerca. Scopriamo di più.

Acufene, il ronzio all'orecchio che non può essere curato, ma gestito

Acufene, il ronzio all'orecchio che non può essere curato, ma gestito

Pexels

L'acufene è una condizione che colpisce oltre 740 milioni di persone a livello globale e che si contraddistingue come una sorta di fischio o ronzio all'interno dell'orecchio. Può verificarsi soltanto in un orecchio o in entrambi, oltre ad avere durata e intensità variabili. I fattori scatenanti possono essere legati a problemi uditivi, a infezioni che riguardano l'orecchio o all'esposizione a rumori particolarmente forti, che portano all'insorgenza del disturbo. Questo problema, che può anche diventare debilitante, non può essere curato, ma soltanto trattato a seconda dei casi individuali. Molte persone sperimentano difficoltà a livello psicologico legate all'acufene, ma una nuova ricerca ha individuato una soluzione che sembra essere efficace nel gestire la condizione: si tratta di un'applicazione che è possibile scaricare sul proprio smartphone e che fornisce supporto agli utenti.

L'app in questione si chiama in MindEar e, nell'arco di poche settimane, sembra apportare numerosi benefici tramite piani di allenamento e terapia mirata. Uno studio ha indagato sulle potenzialità di MindEar nell'offrire agli utenti sessioni di terapia cognitivo-comportamentale, utile nell'imparare a gestire il disagio legato al disturbo e il modo di pensare ad esso.

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Uno studio ha dimostrato gli effetti dell'app MindEar nella gestione dell'acufene

Uno studio ha dimostrato gli effetti dell'app MindEar nella gestione dell'acufene

Freepik

I ricercatori hanno coinvolto trenta partecipanti adulti affetti da acufene, dividendoli poi in due gruppi. Il primo è stato sottoposto alla terapia del chatbot Tinnibot di MindEar, mentre il secondo ha potuto usufruire anche di quattro sessioni da trenta minuti di telepsicologia, ovvero consulenza online, più Tinnibot. L'esperimento ha avuto una durata di otto settimane, con un follow-up successivo di due mesi. In entrambi i casi, hanno rilevato gli autori dello studio, il disagio emotivo dovuto all'acufene si è ridotto di molto. "La misura di esito primario, l’indice funzionale del tinnito e le misure di esito secondarie, il questionario sull’iperacusia, il disturbo d’ansia generalizzato e il questionario sulla salute del paziente sono stati valutati prima del trattamento, post-trattamento e nel follow-up" riporta lo studio.

Il dottor Fabrice Bardy, co-fondatore di MindEar e primo autore della ricerca, ha dichiarato: “Nel nostro studio, due terzi degli utenti del nostro chatbot hanno visto miglioramenti dopo 16 settimane. Questo è stato ridotto a sole 8 settimane quando i pazienti hanno avuto inoltre accesso a uno psicologo online.” Sebbene in alcuni casi l'acufene possa risolversi autonomamente, in tutti gli altri può compromettere la qualità della vita, provocando problemi di concentrazioni, cambiamenti dell'umore, fino a sfociare in depressione e ansia.

App MindEar, miglioramento nel 64% dei partecipanti allo studio sull'acufene

App MindEar, miglioramento nel 64% dei partecipanti allo studio sull'acufene

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Bardy ha spiegato: “Uno dei più comuni fraintendimenti sull’acufene è che non ci sia nulla che si possa fare al riguardo; che si debba semplicemente conviverci. Questo non è vero. L’aiuto professionale da parte di coloro che hanno competenze nel supporto all’acufene può ridurre la paura e l’ansia legate al suono che i pazienti sperimentano.” Sebbene non esista una cura definitiva, quindi, è fondamentale non rinunciare a un supporto efficace nella gestione mentale del disturbo. La psicologa Suzanne Purdy, co-autrice dello studio, ha spiegato i vantaggi di MindEar: “La terapia cognitivo-comportamentale è nota per aiutare le persone con acufene, ma richiede uno psicologo specializzato. Questo è costoso e spesso difficile da ottenere.” L'applicazione, dunque, rappresenta una valida soluzione per ammortizzare i costi e riuscire ad alleviare con successo i sintomi psicologici legati all'acufene. I ricercatori su augurano che ulteriori aggiornamenti possano rendere l'esperienza di Tinnibot più personalizzata e mirata al singolo utente, oltre a determinare se esiste una relazione tra le caratteristiche dei pazienti e il successo delle diverse modalità di somministrazione della terapia.

"Sebbene la CBT tradizionale sia laboriosa e costosa, le nuove consultazioni online possono migliorare l’accessibilità. Inoltre, c’è la promessa di un agente conversazionale coinvolgente, o un 'chatbot', che fornisce la terapia cognitivo comportamentale in modo simile a una conversazione e consente agli utenti di affrontare situazioni complesse con la guida di un coach virtuale" spiega lo studio. "Dopo il trattamento, è stato osservato un miglioramento clinicamente significativo nel 42% del gruppo trattato con solo Tinnibot e nel 64% del gruppo con intervento ibrido. Al follow-up, questo valore era del 64% per entrambi i gruppi." In definitiva, scrivono gli autori, "la fornitura di CBT basata su internet è efficace nel ridurre il disagio causato dall’acufene e i livelli di ansia e depressione. L’aggiunta della telepsicologia potrebbe essere utile, ma non essenziale per l’efficacia del trattamento."

Se soffri di acufene o conosci qualcuno affetto di questo disturbo, MindEar potrebbe quindi rappresentare un valido supporto emotivo.

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