Sbattere le palpebre: perché lo facciamo e quando è nata questa esigenza?

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di Claudia Melucci

01 Ottobre 2023

Sbattere le palpebre: perché lo facciamo e quando è nata questa esigenza?
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Lo facciamo circa 10-15 volte al minuto e quando siamo agitati o nervosi fino a 50 volte. Stiamo parlando dello sbattere le palpebre, un movimento involontario, rapido e quasi impercettibile che ha tante funzioni. Si tratta di un meccanismo naturale così essenziale che, anche da svegli, lo si può interrompere solo per poco tempo. Si formano intorno alla decima settimana di gestazione, ma il feto le tiene chiuse fino alla ventisettesima settimana circa. Sei curioso di conoscere le ragioni e l’importanza di sbattere le palpebre

La “sindrome da device”

La “sindrome da device”

pixabay

Sbattere le palpebre è un’azione assolutamente automatica. Eppure non è il primo né l’ultimo processo fisiologico che ha subito modifiche e adattamenti con le abitudini moderne. Se ti dicessimo che in passato gli uomini sbattevano le palpebre di più? Stiamo parlando della cosiddetta “sindrome da device”. Infatti con l’utilizzo sempre più intensivo di dispositivi elettronici come PC, smartphone e tablet, tendiamo a farlo molto meno.

Gli occhi restano fissi sullo schermo per intervalli più lunghi. Ciò non è certo salutare per la vista. Tra gli effetti più comuni vi è la secchezza, bruciore, gonfiore o produzione abnorme di lacrime. Dunque bisognerebbe prendere l’abitudine di distogliere lo sguardo a intervalli regolari, e dirigere l’attenzione verso un punto distante. In questo modo si riposa la messa a fuoco e ci si dona un po’ di break oculare.

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Un meccanismo perfetto

Un meccanismo perfetto

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Se è vero che si tende a sbattere e palpebre anche 15 volte al minuto, come è possibile che questo movimento non ci dia fastidio? La chiave è la velocità, infatti lo sbattere le palpebre dura meno di un decimo di secondo. Inoltre entrambi gli occhi si muovono simultaneamente e ciò fa in modo che quasi non ci si renda conto di questa azione. Infatti riusciamo a leggere, camminare, correre e guidare, senza avere alcun problema.

 

La natura non lascia nulla al caso

La natura non lascia nulla al caso

Già da quanto detto fino ad ora avrai già compreso un po’ di ragioni per cui bisogna sbattere le palpebre. Questo movimento è fondamentale per la distribuzione del film lacrimale su tutta la superficie degli occhi. In questo modo si garantisce adeguata lubrificazione e funzionalità. Inoltre sbattere le palpebre consente pure di ripulire e rimuovere i piccoli corpi estranei che possono penetrare dall’esterno. Combinando lacrimazione e movimento meccanico, la cornea viene protetta. Sbattere le palpebre è altresì un sistema di difesa quando si entra in contatto con qualcosa.

Si tratta dunque di un riflesso rapidissimo che tutela quest’organo così delicato e prezioso. Lo stesso accade pure quando si sente un forte rumore, perché si attiva una risposta istantanea che “sigilla” delle zone anatomiche particolarmente vulnerabili.

L'evoluzione dello sbattere le palpebre

Secondo gli scienziati del Georgia Institute of Technology sbattere le palpebre è stato un normale adattamento degli animali che per primi hanno messo piede sulla terraferma ed hanno iniziato a viverci. I primi pesci che hanno iniziato ad "esplorare" il mondo asciutto trascorrevano gran parte del loro tempo in un ambiente fangoso e paludoso che a lungo andare danneggiava gli occhi - danni che gli stessi animali non subivano quando vivevano esclusivamente in acqua. Quindi per risolvere il problema, il processo evolutivo ha pensato bene di dotare l'occhio di una palpebra che avesse il compito di tenere umido l'occhio. 

Questa palpebra primitiva che si "apre" e si "chiude" aveva anche un altro scopo: quello di pulire gli occhi da eventuali residui di fango e polvere, portando lo sporco in un unico punto dell'occhio, convogliandolo all'esterno. 

Infine la palpebra svolgeva - e svolge ancora - una funzione di protezione "fisica" dell'occhio, una delle parti più vulnerabili. In presenza di un pericolo inaspettato, i primi anfibi serravano istintivamente le palpebre per proteggere gli occhi. 

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