"Ho dato un preavviso di due settimane per licenziarmi, mi hanno punito con un turno di 16 ore"

di Cristina Conversano

16 Luglio 2022

"Ho dato un preavviso di due settimane per licenziarmi, mi hanno punito con un turno di 16 ore"
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Trovare un lavoro che rispetti i diritti fondamentali che dovrebbero essere garantiti a un lavoratore, non è scontato né, spesso, semplice. Molti datori di lavoro, infatti, sentono di avere la vita e il tempo libero dei propri dipendenti a loro completa disposizione unicamente perché è da loro che dipende la remunerazione mensile.

È accaduto a un uomo che, dopo aver dato un preavviso di licenziamento di due settimane, come da contratto, è stato trattato in maniera incredibilmente sbagliata dal suo datore di lavoro che ha deciso di vendicarsi su di lui, negli ultimi giorni di servizio in azienda. Vediamo cos'è successo.

via Reddit

Pixabay - Not the actual photo

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"Ho 19 anni - inizia a raccontare il giovane lavoratore su Reddit - e ho lavorato in una stazione di servizio negli ultimi sette mesi e mezzo".

Il ragazzo racconta di aver deciso di lasciare il lavoro e aver, dunque, inviato una lettera di dimissioni con un preavviso di 15 giorni, così come previsto dal suo contratto.

Durante uno dei suoi ultimi turni di lavoro, aveva appena finito le sue otto ore, aveva sistemato quanto gli spettava e attendeva solo che il collega gli desse il cambio per tornare a casa. "Ho atteso per otto ore, ho provato a chiamarlo, a chiamare i manager, nessuno ha mai risposto, potevo uscire e lasciare il negozio aperto, senza nessun controllo, ma non l'ho fatto e ho passato lì la notte, facendo un turno di 16 ore".

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"Il mio manager non è arrivato fino alle 6 del mattino, - ha detto il ragazzo piuttosto contrariato - ma, vedendo la mia macchina, è entrato e mi ha chiesto perché fossi ancora lì, io ho risposto che il mio collega si è mai presentato al lavoro, quindi sono rimasto".

Il ragazzo viene preso in giro dai suoi datori di lavoro che gli assicurano di non aver sentito alcuna chiamata durante la notte e gli chiedono se, dopo il turno di 16 ore, potesse fare anche l'altro turno, il giorno stesso, di 8 ore. 

"Una volta tornato a casa ho raccontato tutto ai miei genitori che mi hanno detto che si trattava di un atteggiamento sospetto. Mio padre mi ha detto che dovevo smettere immediatamente, la mamma ha persino chiesto se qualcuno si fosse scusato, ma non è successo".

Il ragazzo racconta di essere felice di essere andato via e aver lasciato quel posto di lavoro poco sano per sé e per la sua salute. E tu cosa ne pensi?

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