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Creata una pelle umana "vivente" per…
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Creata una pelle umana "vivente" per rivestire le dita dei robot: è idrorepellente e si ripara da sola

10 Giugno 2022 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Non è un mistero che il confine tra umani e robot, negli ultimi tempi, si stia riducendo sempre di più. Gli sviluppi tecnologici, in questo senso, hanno fatto passi da gigante. Molti scienziati sembrano seriamente intenzionati a "umanizzare" sempre di più gli automi, mostrando al mondo novità che - ammettiamolo - sulle prime possono sembrarci alquanto bizzarre, quasi fantascientifiche, ma che sembrano proprio destinate ad avere un futuro.

È il caso dello studio di cui stiamo per parlarvi, grazie al quale un team di ricercatori giapponesi è riuscito a sviluppare un tessuto cutaneo per robot del tutto simile alla pelle umana. Così simile da essere viva e praticamente identica alla nostra, creata con componenti ad hoc e in grado persino di auto-ripararsi in caso di ferite. A cosa servirà? Proprio a rivestire le dita dei robot, rendendoli ancora più simili a noi umani. Incredibile? Aspettate a dirlo: scopriamo più da vicino questa invenzione.

via: Matter

immagine: Matter

Robot con tessuto cutaneo che assomiglia e si comporta proprio come il nostro? Non è affatto strano o impossibile, ma la realtà sviluppata dall'ingegnere Shoji Takeuchi e dal suo team dell'Università di Tokyo. "Grazie ai risultati che abbiamo ottenuto, i robot sembreranno più simili agli umani", ha affermato il ricercatore, e in effetti è proprio in questo che si racchiude la novità.

Con uno spessore di circa 1,5 millimetri, questa "pelle" è stata ottenuta grazie a una composizione mista di fibroblasti, collagene e cheratinociti. Le cellule umane sono state "coltivate" appositamente affinché il rivestimento cutaneo, destinato ai robot antropomorfi, fosse quanto più possibile simile a quello umano. Il materiale, infatti, potrebbe rappresentare un grande passo avanti rispetto alle pelli sintetiche utilizzate finora, poiché consentirebbero di testare prodotti farmaceutici ed eventuali trapianti in condizioni aderenti alla realtà.

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immagine: Matter

Il tessuto sviluppato in Giappone, come detto, ha inoltre la capacità di auto-ripararsi a seguito di eventuali lesioni, è idrorepellente e molto elastico. "Non è uguale in tutto e per tutto alla pelle umana - ha detto ancora Takeuchi - ma quando il robot si muove la pelle si allunga e si contrae, rivelando segni simili a rughe, e l'impressione è che sia molto realistico".

L'obiettivo degli scienziati, ora, è di capire al meglio come far durare il più a lungo possibile questo tessuto, mantenendo la sua capacità di modellarsi perfettamente sulle dita robotiche. In ambito sanitario, una creazione del genere potrebbe rappresentare davvero una svolta, anche se bisogna ammettere che può sembrare piuttosto inquietante. Rivestire un dito robotico con pelle umana significa rendere le creature artificiali davvero simili a noi, anche se per un solo dettaglio. Uno scenario allo stesso tempo utile e degno di un film distopico-fantascientifico...

Che ne pensate?

Tags: ScienzaCuriosiRobot
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