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Esce con il metal detector e scopre…
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Esce con il metal detector e scopre un antico vaso con quasi 1.300 monete romane

02 Maggio 2022 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Quante cose dobbiamo ancora scoprire riguardo alla nostra storia? Probabilmente tantissime, come dimostrano i ritrovamenti di cui spesso vi parliamo e che spesso ci fanno sognare, proprio perché sono sensazionali e allo stesso tempo quasi casuali.

Ne sa qualcosa l'uomo che, in Svizzera, è uscito col suo metal-detector in cerca di eventuali oggetti preziosi e si è ritrovato davanti a un vero e proprio tesoro, di quelli che sembrano riportarci in un lampo indietro in epoche che crediamo ormai concluse, ma che in realtà sono vive e presenti, proprio sotto la terra dove camminiamo. L'archeologo amatoriale, infatti, si è imbattuto in un vaso di ceramica dal contenuto molto, molto particolare: lì dentro c'erano quasi 1.300 monete preziose, risalenti all'epoca romana!

via: BzBasel.ch

Una scoperta davvero sensazionale, quella avvenuta a Bubendorf, in Svizzera. In questo centro abitato del Canton Basilea Campagna, che conta poco più di 4.400 abitanti, Daniel Ludin ha deciso di esplorare una zona che, secondo lui, poteva nascondere qualche sorpresa. Così, dopo aver imbracciato il suo fidato metal-detector, ha iniziato a perlustrare una zona boschiva che si trova nei pressi di un castello medievale, scoprendo che non si sbagliava.

Lo strumento per la ricerca di metalli ha cominciato ad emettere segnali forti, segno evidente che qualcosa, lì sotto, era in attesa di essere scovato. È stato sufficiente scavare un po' per scoprirlo: il terreno nascondeva un vaso di ceramica con ben 1.290 monete romane, originarie dell'epoca dell'imperatore Costantino, che governò dal 306 a 337 d.C.

Non è difficile immaginare lo stupore che prenderebbe chiunque, davanti a un ritrovamento simile. È bastato poco a Lundin per rendersi conto che si trovava davanti a qualcosa di molto importante. Così, ha immediatamente contattato Archeologie Baselland, l'organizzazione che si occupa dei ritrovamenti antichi nella zona di Basilea. Gli archeologi hanno così recuperato il vaso e le monete in maniera professionale, guidati da Lundin alla posizione esatta dove le aveva trovate. Portate in laboratorio, hanno provveduto ad analizzarle e datarle accuratamente.

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Realizzati in lega di rame e argento, questi oggetti preziosi, con ottime probabilità, sono stati coniati in un periodo che va dal 332 al 335 d.C. Non è chiaro perché siano stati seppelliti in quel posto, ma gli esperti ipotizzano che potessero far parte di un'offerta religiosa. Inoltre, stando a quanto hanno riferito gli archeologi svizzeri, quella cifra corrisponderebbe circa al doppio dello stipendio percepito all'epoca da un legionario in un mese.

È davvero affascinante chiedersi quale sia la storia di oggetti come questi, e perché siano stati ritrovati proprio in quel posto specifico. In attesa di maggiori approfondimenti, possiamo soltanto formulare delle ipotesi. Un santuario? Un tempio? Non lo sappiamo, ma di sicuro è incredibile pensare a quanti tesori possano nascondersi intorno a noi.

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