"Mio marito vuole che faccia la mamma casalinga ma io voglio tornare a lavoro": l'aspro litigio - Curioctopus.it
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Tra tutte quelle tazze ce n'è una vuota: riesci a trovarla? I nonni non sono babysitter e non sono obbligati a prendersi cura dei nipoti

"Mio marito vuole che faccia la mamma casalinga ma io voglio tornare a lavoro": l'aspro litigio

09 Dicembre 2021 • di Irene Grazia Paladino
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Ogni persona affronta l’arrivo di un bambino in modo diverso: ci sono genitori che farebbero di tutto pur di trascorrere ogni momento con il proprio bimbo - specialmente nei primi mesi - e chi, invece, attende con ansia un ritorno alla routine. Questo discorso vale soprattutto per le donne: alcune donne sentono l’esigenza di prendersi cura del figlio costantemente. Hanno infatti paura di lasciare il bimbo ad altre persone e si sentono in colpa a farlo. Altre donne, invece, attendono con ansia il momento di ritornare al lavoro e vogliono ricominciare a dedicarsi alla carriera il prima possibile. Cosa accade, però, quando marito e moglie - a questo proposito - hanno pensieri totalmente discordanti?

via: reddit

A raccontare la storia su reddit è una mamma, che scrive:

Ho 25 anni, e ho avuto mia figlia ad ottobre con mio marito, di 30 anni. Mio marito è cresciuto con sua madre mentre suo padre lavorava, e voleva questo nella nostra relazione. Quando sono rimasta incinta lavoravo ancora per la maggior parte del tempo, quindi ha accettato con riluttanza che continuassi a lavorare durante la gravidanza. Abbiamo deciso che sarei rimasta occupata per le 6 settimane di maternità retribuita e poi avrei lasciato il mio lavoro. Pensavo sinceramente che fosse quello che volevo, ma onestamente è stato terribile. Mio marito lavora tutto il giorno, lasciandomi da sola a gestire tutto in casa con un bambino. Mi sentivo isolata e sopraffatta e mi sentivo come se avessi perso la mia identità. Amo essere una mamma e amo mia figlia, ma dopo che ha finito di mangiare non fa altro che dormire. So che è quello che dovrebbe fare a quell'età, ma passare ore da sola è stato difficile per me."

 

La donna, quindi, ha inizialmente appoggiato la decisione del marito e ha rinunciato al lavoro, ma è poi accaduto qualcosa che le ha fatto cambiare idea: "Quando ho consegnato il mio preavviso di due settimane, il mio capo non voleva che me ne andassi e mi ha offerto un lavoro fantastico. Lavorerei part-time, inoltre, se necessario, dovrei andarci solo un paio di volte al mese e otterrei comunque benefici parziali e una paga decente. Ero al settimo cielo, sentivo che tornare al lavoro mi avrebbe fatto sentire più me stessa. Mio marito non era affatto contento. Ha sostenuto che “stavo abbandonando nostra figlia”. Ho provato a dirgli come mi sentivo, ma era troppo turbato. Mi ha detto che non mi avrebbe mai sposata se avesse saputo che non volevo crescere nostro figlio.

L'uomo ha mosso accuse pesanti, e non si è dimostrato comprensivo: non riesce a capire quanto per la donna fosse difficile rimanere a casa da sola e rinunciare alla propria carriera. Tu saresti disposta a rinunciare al tuo lavoro per accontentare il tuo compagno?

 

Tags: DonneLavoriFamiglia
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