Mercedes presenta la prima auto che si controlla con la mente di chi guida

Lorenzo Mattia Nespoli

18 Settembre 2021

Mercedes presenta la prima auto che si controlla con la mente di chi guida
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Cosa pensereste se vi dicessimo che in un futuro forse non troppo lontano potremmo arrivare a controllare un'automobile con il semplice uso dei nostri pensieri?

Una domanda del genere probabilmente desterebbe dubbi e perplessità in molti anche se, incredibile ma vero, è proprio quello che sta studiando Mercedes, e che ha tradotto nel suo prototipo "Vision AVTR". Un veicolo che definire solo "macchina" sarebbe riduttivo, perché è un vero concentrato di tecnologia e trovate super-futuristiche. Per questo, non possiamo che essere incuriositi e portarvi a scoprirla da vicino.

via CNBC

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Mercedes Benz

Se già un'auto elettrica e dalle linee affusolate come questa fa pensare subito a un tempo futuro, quasi fantascientifico, nel caso della Mercedes Vision AVTR la Casa tedesca è andata oltre, poiché questa vettura è dotata di una tecnologia a dir poco unica.

Mercedes Benz

Si chiama Brain Computer Interface (BCI) e, in parole semplici, consente a chi guida la Vision di connettersi con essa tramite il proprio cervello, e in questo modo controllare diverse funzioni. Avete capito bene: questa macchina si controlla - anche - con la mente, neanche fosse davvero uscita da un film fantascientifico.

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360 Cars TV/Youtube

Cambiare stazione radio, oppure la tonalità delle luci interne e diverse altre operazioni potranno dunque essere eseguite in modo totalmente indipendente dal parlato e dal tocco. Una novità mai vista prima d'ora che, sebbene non riguardi la guida vera e propria, rappresenta un incredibile passo avanti. Inutile dire, infatti, che interagire con l'auto tramite i propri pensieri aprirebbe le porte a tutta una serie di operazioni finora impensabili e molto più intuitive.

Mercedes Benz/Youtube

È proprio questo l'aspetto principale sottolineato dalla Casa di Stoccarda in merito alla Vision AVTR, presentata presso l'evento IAA Mobility 2021 come concept.

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Ma come è possibile ottenere un risultato del genere? Tramite una speciale fascia che passa dietro la testa del guidatore, uno strumento che riesce a registrare l'attività cerebrale. L'auto proietta dei puntini luminosi sul cruscotto digitale e, tramite le reazioni a questi stimoli visivi, il dispositivo riuscirà a capire su quali di essi si è concentrato chi guida. Ecco che, fatto questo, il sistema attiverà la funzione corrispondente.

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Incredibile, vero? Per certi versi, forse è anche un po' inquietante. Sviluppare una tecnologia simile, all'atto pratico, significa fare un notevole passo avanti nella fusione tra uomo e macchina. Chissà se, in futuro, oltre a controllare con la nostra mente funzioni secondarie, potremo arrivare a fare anche di più...

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