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Scoperti quattro mazzi di fiori nei pressi della piramide di Teotihuacan: risalgono a 1800 anni fa

04 Settembre 2021 • di Irene Grazia Paladino
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I fiori appassiscono in fretta, lo sappiamo: nonostante molto dipenda dalla tipologia di fiore e dal modo in cui ce ne si prende cura, presto i colori sbiadiscono e gli steli incominciano a farsi sempre più deboli. Ma hai mai pensato a quanto possa resistere un mazzo di fiore prima di decomporsi e di assumere una forma non più riconoscibile? Gli archeologi hanno fatto una scoperta sorprendente: nella città preispanica di Teotihuacán, a nord-est della Città del Messico, hanno trovato quattro mazzi di fiori datati tra l’1 e il 200 d.C, quindi a 1800 anni fa circa.

via: Daily Mail

La scoperta è avvenuta per caso: l’archeologo Gómez-Chávez e i suoi colleghi stavano esplorando il tunnel stavano esplorando il tunnel che si trova sotto ad una piramide, costruita in onore della divinità serpente Quetzalcóatl, e si sono resi conto che questo fosse più lungo di quanto inizialmente pensassero. Il tunnel, infatti, è stato scoperto solamente nel 2003: l’anno in cui un temporale ha fatto intravedere una fessura nei pressi del tempio. Da allora sono state compiute delle ricerche all’interno e sono stati ritrovati diversi manufatti, tra cui una scultura del dio della pioggia e della fertilità Tlaloc e diversi pezzi di ceramica.

 

Quella dei mazzi di fiori rappresenta una scoperta sorprendente perché la prima di un materiale vegetale ancora ben conservato tra le rovine che coprono parte della città. Se pensiamo, infatti, che i mazzi di fiori risalgono a 1800 anni fa, questi sono ancora in ottime condizioni. Non si sa ancora bene di che fiori si trattano, ma sono legati tra loro da corde, che si presume siano di cotone. Gli esperti sostengono che questi mazzi siano legati ai rituali che, in un’epoca lontana, si tenevano proprio in quei luoghi. Si pensa, inoltre, che questo rituale prevedesse anche un grande falò: Gómez-Chávez ipotizza che le persone probabilmente abbiano poggiato i mazzi di fiori sul terreno e li hanno poi coperti con del legno, proteggendo così i fiori dalle fiamme. L'archeolgo sostiene che "ogni scoperta aggiunge un altro granello di sabbia alla conoscenza di una delle società più importanti e complesse che esistessero nei tempi antichi".

 

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