Viene testato l’hijab con soluzione “anti-presa” per reclutare più donne musulmane nel corpo di polizia - Curioctopus.it
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Viene testato l’hijab con soluzione “anti-presa” per reclutare più donne musulmane nel corpo di polizia

04 Marzo 2021 • di Irene Grazia Paladino
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L'hijab è un indumento indossato dalle donne musulmane per coprire il capo e parte del volto. Ne esistono di diversi tipi e ognuno di questi rispecchia le diverse sfumature culturali. Per rispettare la diversità, per offrire una maggiore sicurezza alle poliziotte musulmane e per incentivare le donne musulmane ad unirsi al corpo di polizia, gli ufficiali della Nuova Zelanda hanno creato uno hijab “anti-presa” che è stato ufficialmente reso operativo dopo 16 mesi di ricerca.

Questi hijab sono realizzati con un materiale sportivo e sono fissati tramite bottoni magnetici per aiutare chi li indossa ad abbottonarli e sbottonarli rapidamente. Vengono definiti “anti-presa” perché, grazie ai loro bottoni, consentono uno sgancio rapido qualora venissero afferrati da un aggressore, evitando così che la poliziotta si trovi in pericolo. L'hijab è inoltre progettato per essere comodamente indossato sotto i copricapi della polizia, come berretti e auricolari. Ci sono voluti circa 16 mesi di ricerca e sviluppo per trovare il tessuto, il modello e la vestibilità più adatti. Ad occuparsene sono stati i designer del Massey University College di Wellington.

La studentessa Khadeejah Mansur è entrata a far parte delle forze armate e, dopo aver testato il prodotto, ha detto che quest’ultimo ha reso molto comoda e completa la sua uniforme. È in grado di svolgere tutte le sue mansioni ma di restare comunque coperta. La donna è convinta che, grazie a questo hijab, molte donne musulmane possano diventare consapevoli del fatto che la polizia si impegni per soddisfare le esigenze individuali. Infine Khadeejah spera che, vedendo una donna con l’hijab in prima linea, molte donne possano sentirsi ispirate ad intraprendere una carriera in polizia.

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Un grande progetto di design, che ha visto coinvolte moltissime persone e che ha ha avuto bisogno di interi mesi per essere infine testato, con una grande missione. Ogni persona ha delle esigenze culturali diverse ed è importante che, anche a lavoro, la diversità sia rispettata e alimentata garantendo protezione ed inclusione, anche a costo di adattare le divise o di apportare qualche modifica. Osservando la soluzione adottata dalla Nuova Zelanda, anche la polizia del Leicestershire – in Inghilterra – si è mossa per adottare la stessa soluzione. Arriverà anche in altri paesi?

 

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