Il leggendario vetro flessibile dell'antica Roma: la storia di un'incredibile invenzione perduta - Curioctopus.it
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Il leggendario vetro flessibile dell'antica Roma: la storia di un'incredibile invenzione perduta

28 Febbraio 2021 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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L'ingegno degli antichi non smetterà mai di stupirci. Ce ne accorgiamo ogni volta che veniamo a contatto con trovate e invenzioni che riescono a farci dubitare del fatto che siano state concepite e realizzate secoli e secoli prima di noi.

Pensate per esempio al vetro. Tutti sanno che si tratta di un materiale fragile, non flessibile, che può andare in mille pezzi con grande facilità. Eppure forse in pochi sanno che, ai tempi degli antichi Romani, potrebbe essere esistita una leggendaria invenzione che andava contro tutte queste caratteristiche del vetro. Il nome, vitrum flexile, già la dice lunga sulla sua natura: flessibile, indistruttibile, prodotto da un misterioso artigiano e mai diffuso. Ecco perché lo abbiamo definito "leggendario". La sua storia merita di essere raccontata.

Stando agli studi storici, la lavorazione del vetro era una pratica già conosciuta ai tempi degli antichi Egizi e, successivamente, dei Fenici. Questi ultimi furono di sicuro i più abili a lavorarlo. Anche i Romani, tuttavia, a quanto pare non erano da meno. Il vetro era un materiale utilizzato e lavorato, e lo sconosciuto artigiano in questione ne sapeva certo qualcosa.

Vissuto all'epoca dell'imperatore Tiberio, questo vetraio sarebbe stato protagonista di un'invenzione tanto geniale quanto rivoluzionaria. Il condizionale, tuttavia, è d'obbligo, poiché del suo vetro flessibile, nel tempo, si è persa ogni traccia. Finora non è stata trovata alcuna prova fisica e tangibile della sua esistenza; le uniche fonti che descrivono questa mirabolante invenzione sono scritte. Stiamo parlando della Storia Naturale di Plinio il Vecchio e del Satyricon di Petronio.

immagine: Sailko/Wikimedia

Indistruttibile e soprattutto super-flessibile: queste le incredibili caratteristiche del vitrum flexile. Stando a quanto riferisce Plinio, l'imperatore Tiberio, preoccupato per il successo che avrebbe potuto avere questo materiale, tale da far svalutare oro, argento e rame, fece chiudere il laboratorio dell'artigiano. Decisamente più drammatico, invece, il racconto di Petronio. Nel suo Satyricon si legge che il vetraio finì addirittura per essere giustiziato da Tiberio, scioccato e quasi spaventato alla vista di un materiale così prodigioso. L'imperatore, sempre timoroso per la svalutazione dei metalli preziosi, avrebbe preferito eliminare l'inventore, unico detentore del segreto del vetro flessibile.

 

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Sebbene nessuno abbia la certezza della reale esistenza di questo materiale, tale invenzione ha da sempre suscitato attenzione e curiosità negli studiosi. E non sono mancate le teorie su come potesse essere stato realizzato. Composti "miracolosi", miscele misteriose e ipotesi più o meno fantasiose a parte, non c'è dubbio che la storia di questa invenzione perduta ha ancora oggi un notevole fascino. Chissà se, prima o poi, in onore del fantomatico e geniale artigiano romano, qualcuno inventerà di nuovo un vetro dalle proprietà sbalorditive come il suo!

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