Un'insegnante elimina dal programma di scuola l'Odissea di Omero: sostiene che sia discriminatoria

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di Claudia Melucci

09 Gennaio 2021

Un'insegnante elimina dal programma di scuola l'Odissea di Omero: sostiene che sia discriminatoria
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I programmi scolastici sono sempre stati oggetto di discussione: c'è chi si lamenta che ci si sofferma così tanto sugli eventi passati che i fatti storici più recenti si menzionano a malapena, chi vorrebbe un programma meno tradizionale e che dia spazio anche agli autori "underground". Accontentare tutti è improbabile, soprattutto quando si alzano voci decisamente fuori dal coro: sui social è nato un movimento che si prefigge di eliminare dai programmi scolastici quei testi considerati classici ma che, con una chiave di lettura moderna e critica, sono apertamente irrispettosi e discriminatori. Una scuola del Massachusetts ha aderito al movimento, eliminando dagli insegnamenti l'Odissea di Omero. 

via thenationalherald.com

Metropolitan Museum of Art/wikimedia

Metropolitan Museum of Art/wikimedia

Un'insegnante di una scuola secondaria del Massachusetts ha eliminato dai programmi scolastici delle classi che segue l'insegnamento del testo classico Odissea. La decisione è stata presa appoggiando l'ideale del movimento nato sui social, identificato dall'hashtag #DisruptTexts: secondo alcuni genitori, insegnanti ed esperti, alcuni testi tradizionalmente insegnati nelle scuole dovrebbero essere aboliti, perché scritti in periodi storici in cui alcune forme di odio erano la norma. 

Il movimento ha creato prevedibilmente due platee: una che accoglie l'intenzione di dare un taglio netto a tutti quei testi che letti in maniera progressista risultano discriminatori, e una che invece sostiene che vietare la lettura di questi testi non avrebbe altro effetto che quello di ostacolare ulteriormente l'alfabetizzazione delle nuove generazioni.

Forse, la soluzione sta nel dare agli studenti gli strumenti per riconoscere gli elementi discutibili di questi testi, senza privarli di leggere passi la cui profondità non trova eguali nelle opere più moderne. 

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