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Questa donna si lasciò morire sul Titanic…
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Questa donna si lasciò morire sul Titanic pur di non abbandonare il proprio cane

24 Ottobre 2020 • di REDAZIONE
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Era il 15 aprile del 1912 quando il Titanic, la "nave più sicura di sempre", affondò dopo lo scontro con un iceberg provocando tantissimi morti. Da allora grazie alle testimonianze dei sopravvissuti si è cercato non solo di ricostruire i diversi passaggi di quella terribile notte ma anche di raccontare le diverse storie dei passeggeri che vi si trovavano a bordo. Una di queste racconta dell'amore talmente grande di una donna per il suo cane da spingerla fino alla morte.

Ann Elizabeth Isham era nata a Chicago ma si era trasferita da adulta a Parigi. Da lì, per trascorrere l'estate con i suoi fratelli in America, era partita nel mese di aprile per Liverpool per poi imbarcarsi sul Titanic. Tre giorni dopo essere salpata, come ben sappiamo, la nave affondò. Il corpo della donna fu ritrovato insieme a quello dei soli altri tre passeggeri di prima classe morti durante il naufragio. Poiché ad avere la precedenza per salire sulle scialuppe di salvataggio erano proprio le persone più benestanti, diverse testate autorevoli come ad esempio il New York Times si sono domandate come mai proprio la donna non fosse riuscita a salvarsi. 

immagine: Unknown/Wikimedia

Lo scrittore Malcolm Croft nel suo libro "Super Dogs: Hearts-warming Adventures of the World's Greatest Dogs" ha dedicato delle pagine proprio al mistero della signora Isham. Secondo quanto da lui ricostruito la donna era già salita sulla scialuppa di salvataggio quando le è stato comunicato che l'alano che viaggiava con lei non avrebbe potuto seguirla e che quindi sarebbe dovuto rimanere sulla nave. Per i 13 cani a bordo del Titanic infatti non era prevista la possibilità di mettersi in salvo. Per non doverlo abbandonare, Ann Elizabeth ha quindi deciso di rinunciare essa stessa alla scialuppa. 

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immagine: pixabay

Delle 2.787 persone a bordo del Titanic ne morirono ben 1.317. Tra i corpi ritrovati dai soccorritori nei giorni seguenti la tragedia ci fu anche quello della Isham insieme al suo fedele amico a quattro zampe. È proprio vero che certi legami non può spezzarli neanche la morte.

Tags: AnimaliStorie
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