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I disturbi del sonno potrebbero anticipare l'insorgenza di una malattia neuro-degenerativa: gli studi

03 Ottobre 2020 • di Simone Fabriziani
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Più si invecchia e più c'è la possibilità, in taluni casi, di poter sviluppare una patologia neuro-degenerativa, come ad esempio le malattie legate all'Alzheimer. Queste patologie, sempre più in crescita, nascono nel momento in cui le cellule nervose di un individuo non riescono più a comunicare tra loro liberamente perché bloccate da alcuni depositi di proteine, chiamate placche. Queste non fanno altro che rendere difficoltose le funzioni basilari delle cellule nervose.

immagine: PickPik

Non sono del tutto chiare ancora quali siano le cause di queste malattie neuro-degenerative o dell'Alzheimer più specificatamente, alcuni studi suggeriscono che elementi come l'influenza ambientale o la predisposizione genetica potrebbero fare il loro gioco. Altri studi invece suggeriscono che anche i disturbi del sonno potrebbero avere un ruolo determinante. Una ricerca dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health ha affermato proprio questo, seguita con le stesse conclusioni da ricerche affini condotte dalla Stanford University e dalla Washington Medical School.

Ora, ciò non significa che chi sviluppa un disturbo del sonno potrebbe essere diagnosticato con una malattia neuro-degenerativa in futuro, ma alcuni medici e ricercatori delle sopracitate ricerche hanno individuato un probabile "trigger" della malattia di Alzheimer o di demenza senile in unno specifico disturbo del sonno REM.

immagine: Needpix

Un studio canadese ha affermato che chi ha disturbi frequenti durante la fase REM del sonno (la fase caratterizzata da movimenti oculari molto rapidi) come ad esempio pugni, calci, movimenti del corpo, potrebbe avere un rischio maggiore dell'80%-100% di poter contrarre una malattia neuro-degenerativa in vecchiaia, come ad esempio il Parkinson o la demenza senile.

A fare da contraltare a questo studio, ci ha pensato anche la rivista Neurology che ha sottolineato importanti link tra disturbi del sonno e malattia di Alzheimer.  Lo studio condotto su 321 soggetti con un'età media di 61 anni ha dimostrato che le persone con una fase di sonno REM minore rispetto alla media avevano un rischio più elevato di contrarre in futuro malattie neuro-degenerative; questo rischio aumentava se la fase del sogno occupava meno del 20% del sonno totale per notte, o se ci volevano più di 90 minuti per raggiungere la fase REM.

Segnali quindi che non devono essere sottovalutati ma che non significano di certo che avere un disturbo del sonno può portare ad una futura insorgenza di un disturbo neuro-degenerativo: lasciamo che siano gli esperti a fare più luce sulla faccenda!

Tags: ScienzaCuriosiAnziani
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