Un fotografo paragona gli stessi paesaggi a distanza di anni e mostra come il cambiamento climatico li abbia stravolti - Curioctopus.it
x
Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza i cookies. Continuando a navigarlo acconsenti al loro uso in conformità alla nostra privacy policy Ok
x
Un fotografo paragona gli stessi paesaggi…
13 oggetti del passato e situazioni obsolete che oggi non sono più un problema Questi idro-pannelli estraggono acqua potabile dall'aria per fornirla a 15 famiglie Navajo che non la hanno

Un fotografo paragona gli stessi paesaggi a distanza di anni e mostra come il cambiamento climatico li abbia stravolti

17 Settembre 2020 • di Claudia Melucci
3.462
Advertisement

Non sapremmo dire da quanto tempo sentiamo parlare di "cambiamento climatico": certo è che non tutti abbiamo preso seriamente l'argomento come avrebbe meritato. Ci sono voluti anni se non decenni affinché prendessimo piena consapevolezza.

Oggi sappiamo bene quanto problematico e preoccupante sia lo stato di salute della Terra e gli ultimi dati non sono per niente confortanti: ma per non dubitare più ancora una volta, ecco un progetto fotografico realizzato da Christian Åslund che ci mostra con chiarezza quanto alcuni ghiacciai siano solo un ricordo ormai, a distanza di un secolo a malapena. 

Christian Åslund è un fotoreporter svedese che con un semplice paragone prima-dopo di alcuni panorami artici ha saputo dimostrare quanto gli effetti sull'ambiente del cambiamento climatico siano stati repentini. 

"Il ghiacciaio Blomstrandbreen si è ritirato di oltre 2 km dal 1928, con un profilo Facebook

Glacier retreat, Svalbard, 2002. B/w image courtesy of Norwegian Polar Institute. Color image Christian Aslund/Greenpeace.

Pubblicato da Christian Åslund Photography su Domenica 3 marzo 2013

Oltre ad essere incredibilmente esatti, i suoi paragoni fotografici non hanno bisogno di ulteriori spiegazioni: laddove c'era un ghiacciaio imponente, nelle foto più recenti è stato sostituito da una montagna di terra, o dal vuoto. 

Advertisement

Molte delle sue foto sono state scattate nelle Isole Svalbard, un arcipelago nel Mare Glaciale Artico, nonché un luogo fortemente colpito dal cambiamento climatico: dal 1970 le temperature medie annuali sono state maggiori di 4°C, con le temperature invernali maggiori persino di 7°C. 

Glacier retreat, Svalbard, 2002. B/w image courtesy of Norwegian Polar Institute. Color image Christian Aslund/Greenpeace.

Pubblicato da Christian Åslund Photography su Domenica 3 marzo 2013

La serie di fotografie è stata realizzata nel 2003 in collaborazione con Greenpeace e si chiama "Confronto dei ghiacciai - Svalbard". Le foto in bianco e nero appartengono all'archivio del Norwegian Polar Institute e sono state scattate nei primi anni del 1900. 

Dietro alla realizzazione degli scatti c'è un meticoloso lavoro di localizzazione: le foto storiche, infatti, non riportavano esattamente il luogo fotografato. Il fotografo ed altri esperti hanno dovuto prima ricercare il posto, tenendo conto che le sembianze odierne potevano essere molto diverse da quelle ritratte. 

Advertisement

Glacier retreat, Svalbard, 2002. B/w image courtesy of Norwegian Polar Institute. Color image Christian Aslund/Greenpeace.

Pubblicato da Christian Åslund Photography su Domenica 3 marzo 2013

Alcuni utenti hanno obiettato la veridicità delle foto, ipotizzando che le differenze visibili fossero dovute solo alla stagionalità: ma il fotografo ha smentito, dicendo che le foto sono state scattate nello stesso periodo, o comunque nella stessa stagione. 

Senza subbio queste foto da sole non possono provare l'esistenza del cambiamento climatico, ma nel mezzo di una quantità ormai inaudita di studi, indagini e report sul cambiamento climatico, non possiamo fare altro che prendere atto che il nostro pianeta è cambiato per sempre, prima del dovuto, e non in meglio. 

Tags: ScienzaAmbiente
Advertisement

Lascia il tuo commento!

Advertisement
Advertisement

Ti è piaciuta questa storia?

Clicca su "mi piace" e non perderti le migliori.

×

Già sono fan, grazie