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Il Brasile è in quarantena: le uova di tartaruga si schiudono sulle spiagge deserte e i piccoli corrono verso il mare

03 Aprile 2020 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Mai come in questo periodo, quando milioni di persone sono a casa per proteggersi dal Coronavirus e le attività umane sono ferme un po' ovunque, la natura ci sta ricordando che non siamo i soli "proprietari" del Pianeta che ci ospita.

Inquinamento in calo, acque pulite e animali liberi di vivere secondo le loro necessità, senza minacce umane: non è uno scenario fantasioso, ma ciò che sta accadendo realmente, ed è uno dei pochi effetti positivi della pandemia in corso. Gli animali ritrovano spazio, come abbiamo documentato nel caso delle tartarughe marine sulle spiagge dell'India. Anche in Brasile, decine di questi meravigliosi rettili acquatici hanno visto la luce sulle spiagge, in un fenomeno reso più sicuro dall'assenza degli uomini.

via: Globalnews

Dopo settimane di isolamento a casa, blocchi e distanziamento sociale, la natura è tornata a vivere più liberamente. In Brasile, su una spiaggia della località di Paulista, a nord di Recife, si è verificato uno degli spettacoli più belli che si possano osservare: la schiusa delle uova di tartaruga e la successiva corsa al mare dei piccoli neonati.

Si è trattato, nello specifico, di circa 100 tartarughe marine embricate, della specie Hawksbill (Eretmochelys imbricata) che, secondo quanto documentato dai funzionari governativi autorizzati al loro monitoraggio, sono venute al mondo sulla spiaggia e sono corse verso l'oceano nella giornata di domenica 22 marzo 2020.

Le tartarughe Hawksbill sono una specie fortemente a rischio, il cui stato di conservazione è classificato come "critico". Hanno origini antichissime e vivono per lo più di spugne marine, che trovano nelle zone dove sono le barriere coralline. Si stima che siano una parte essenziale degli ecosistemi acquatici, ed è per tale motivo che sono spesso oggetto di programmi di ripopolamento e protezione. 

Le minacce maggiori, per questi splendidi animali, provengono dall'uomo, e in particolare dal bracconaggio portato avanti da individui senza scrupoli che le cacciano e le rivendono anche per i loro colori unici, con i quali purtroppo si creano gioielli e accessori. 

Anche la schiusa delle uova è un momento particolarmente rischioso per i piccoli di tartaruga: possono infatti non farcela a raggiungere l'acqua. Questa volta, però, i 100 esemplari nati in Brasile hanno potuto compiere la loro corsa non disturbati dall'uomo, e ci auguriamo che tanti altri neonati possano al più presto tuffarsi nell'oceano e cominciare a nuotare.

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