Nel 1666 la quarantena per la peste permise a Newton di scoprire la legge di gravità e la natura della luce

di Marta Mastrogiovanni

13 Marzo 2020

Nel 1666 la quarantena per la peste permise a Newton di scoprire la legge di gravità e la natura della luce
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Forse, non tutte le quarantene vengono per nuocere. Se consideriamo che Isaac Newton, una delle menti più brillanti del XVII secolo e oltre, fece le sue incredibili scoperte sulla gravità e sulla natura della luce proprio durante un periodo di "isolamento volontario", a causa del terribile scoppio di peste del 1666 a Londra. Tra il 1665 e il 1666, infatti, in Inghilterra si diffuse un'epidemia di peste che sterminò tra le 75.000 e le 100.000 persone ― più di un quinto dell'intera popolazione. Ritirandosi nella sua tenuta di Woolsthorpe, Newton riuscì abilmente a scampare all'epidemia e a concentrarsi sulle proprie ricerche.

via Live Science

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Il 1666 è stato un anno particolare, definito Annus Mirabilis dal poeta John Dryden, il quale lo interpretò come un anno "meraviglioso", nonostante fu costellato da tragici eventi (la peste, il Grande Incendio di Londra). È durante questa annata, infatti, che il genio di Isaac Newton diede forse il meglio di sé: durante la sua quarantena volontaria, lo scienziato elaborò alcune delle teorie scientifiche più rivoluzionarie di sempre. All'epoca il celebre scienziato aveva appena 24 anni, si era laureato all'Università di Cambridge, e si apprestava a cambiare il mondo. Gli esperimenti che lo porteranno ad elaborare le sue teorie sul calcolo, sull'ottica e sulla gravita risalgono proprio a questo periodo.

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L'episodio della mela caduta dall'albero e gli esperimenti in camera oscura, risalgono a questo periodo di isolamento e permisero a Newton di comprendere la vera natura della luce e la legge del movimento gravitazionale.

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Che questo periodo di Coronavirus nel mondo possa essere un momento di riflessione e grandi scoperte per alcuni?

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