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In Islanda è stata installata una targa per ricordare il primo ghiacciaio "ucciso" dai cambiamenti climatici

27 Luglio 2019 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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I cambiamenti climatici stanno diventando sempre più parte integrante dell'epoca in cui viviamo. Tristemente l'uomo, con la sua sete di profitto e la sua scarsa lungimiranza, ha creato danni agli ecosistemi - e quindi a se stesso - che difficilmente si configurano come reversibili.

La Terra, unico luogo che abbiamo per vivere, si sta riscaldando, e ciò muta come mai prima d'ora scenari, fenomeni ed elementi naturali che prima si davano per scontati.

Non è una novità che, a causa del riscaldamento globale, i ghiacci vadano via via sciogliendosi, e che se ne perdano enormi quantità. Nella sola Islanda, i ghiacciai si sciolgono al ritmo di 10 miliardi di tonnellate l'anno, e questo fenomeno ha già segnato una perdita importante, che è stata commemorata in un modo originale e inquietante allo stesso tempo.

immagine: Rice University

Si tratta del ghiacciaio Okjokull, abbreviato anche in "Ok", una delle 400 distese di ghiaccio permanente presenti nell'isola nordeuropea. Il riscaldamento globale lo ha ridotto così tanto da fargli perdere il suo status di ghiacciaio vero e proprio, già nel 2014.

Una vera e propria vittima dei cambiamenti climatici, per la cui perdita si è deciso fosse necessario un monito da lasciare scritto per tutti e per le generazioni future. Così, i ricercatori islandesi e statunitensi che hanno studiato Ok fino ai suoi ultimi giorni hanno deciso di predisporre una targa, da porre proprio nel luogo dove si trovava l'ex ghiacciaio.

Un messaggio semplice, ma a suo modo inquietante per la sua dura realtà. «Nei prossimi 200 anni tutti i nostri ghiacciai potrebbero seguire lo stesso percorso di Ok», si legge sul memoriale. «Questo monumento è per riconoscere che sappiamo cosa sta succedendo e cosa dev'essere fatto. Solo tu sai se lo avremo fatto».

immagine: Rice University

La targa si intitola in maniera significativa "Lettera al futuro" e si conclude con la dicitura «415 ppm CO2», ossia l'attuale quantità dei gas serra nell'atmosfera del Pianeta, mai così alta prima d'ora.

Non si tratta, dunque, di una semplice targa commemorativa. Quella dedicata al ghiacciaio Okjokull è una fotografia di come è oggi lo stato di salute della Terra, e di quello che potremmo perdere se non prendiamo immediatamente provvedimenti seri e concreti.

Non possiamo più contribuire alla lenta ma inesorabile scomparsa delle riserve di acqua dolce del Pianeta: Ok è stato il primo a scomparire, ma la sua sorte potrebbe toccare a tutti gli altri ghiacciai islandesi. Non resta che augurarsi che chi leggerà la targa dal futuro possa rendersi conto che qualche miglioramento concreto c'è stato...

Tags: CuriosiAmbiente
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