Le allergie stagionali diventano sempre più aggressive a causa dei livelli di anidride carbonica nell'atmosfera: ecco perché

di Simone Fabriziani

24 Maggio 2019

Le allergie stagionali diventano sempre più aggressive a causa dei livelli di anidride carbonica nell'atmosfera: ecco perché
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Con l'arrivo della primavera arrivano anche le prime allergie stagionali, una vera e propria sofferenza per tutti coloro che ne sono soggetti e che, con buona pace dell'entrata delle temperature miti e del bel tempo, non vedono l'ora che sopraggiunga la stagione estiva inoltrata. Se avete però notato che le vostre allergie primaverili sono progressivamente aumentate, un po è anche colpa dei cambiamenti climatici e della presenza del biossido di carbonio nell'atmosfera.

via Ucsusa

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Secondo le stime della Union of Concerned Scientists il biossido di carbonio è maggiormente presente nella nostra atmosfera perché è un gas serra prodotto dall'attività umana che "cattura" il calore sulla superficie terrestre e, udite udite, aumenta il tasso di crescita delle piante; la conseguenza principale è che aumentano così anche i livelli di polline, e così anche le stagioni delle allergie sono prolungate.

L'aumento delle emissioni di carbonio sta quindi aumentando la temperatura superficiale del nostro pianeta e, secondo la ricerca effettuata da AAFA (Asthma and Allergy Foundation of America), la relazione tra allergie stagionali e cambiamento climatico è direttamente proporzionale all'aumento delle emissioni di biossido di carbonio nell'atmosfera. Ma non finisce qui.

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Un nuovo studio ha provato che le piante usano il biossido di carbonio per produrre "cibo" utile al processo della fotosintesi, ma allo stesso tempo è anche vero che l'anidride carbonica in eccesso nell'atmosfera genera un innalzamento di casi in cui piante "meno utili" producono una maggiore quantità di polline, come ad esempio l'ambrosia, sottolineando lo studio intrapreso da Lewis Ziska del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti. Tra l'altro secondo l'AAFA, è l'ambrosia la pianta che causa maggiormente l'insorgere della comune allergia stagione chiamata "febbre da fieno".

Secondo l'associazione, se l'emissione di anidride carbonica continuerà di questo passo, la produzione di polline dell'ambrosia potrebbe aumentare dal 60 al 100% nei prossimi 65 anni. E la frequenza delle allergie non sarà da meno.

Una prospettiva di certo non allettante per tutti coloro che non vedono l'ora che finisca la stagione primaverile e le innumerevoli , e fastidiose, allergie del periodo.

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